Alla sequela di aziende che provano a contrastare la crisi economica tramite contrattazioni originali si aggiunge la Tod’s: l’azienda di Della Valle ha ideato un pacchetto Welfare che premierà i suoi dipendenti con un contributo straordinario di 1.400 euro, una polizza assicurativa per cure specialistiche e interventi chirurgici, e coprirà i costi per l’acquisto dei libri scolastici dei figli dei dipendenti. Al successo del made in Italy di lusso (una delle poche voci in positivo della nostra bilancia commerciale) corrisponde quindi un bonus.

È lo stesso gruppo calzaturiero di Casette d’Ete, tremila dipendenti, 894 milioni il fatturato, a commentare la scelta:

«Con queste iniziative, crediamo di poter aiutare i nostri dipendenti ad avere una condizione di vita meno difficile e a dare sicurezza e tranquillità alle loro famiglie su temi particolarmente importanti come la salute e l’istruzione. Vogliamo in questo modo far sentire ai lavoratori del nostro gruppo il rispetto che abbiamo per loro e per il lavoro che svolgono nella nostra azienda, e confermare che con lo spirito di solidarietà e professionalità che contraddistingue il rapporto tra noi e i nostri dipendenti possiamo sicuramente garantirci un futuro di lavoro tranquillo e dignitoso.»

Già nel 2008 l’azienda aveva concesso nello stesso modo questa “quindicesima”, che sarà certamente apprezzata dai circa 1.700 operari destinatari, mentre per l’altra metà ci sarà questo particolare Welfare aggiuntivo (polizza salute e libri) per loro e i loro famigliari. Ma la reazione della Filctem Cgil è negativa: questa una tantum non viene mai apprezzata dai sindacati – che preferiscono le conquiste definitive delle integrazioni contrattuali – e viene paragonata persino alla carità. Il segretario locale, Giuseppe Santarelli, così ha commentato l’operazione dell’azienda:

«Con l’integrativo, che Della Valle rifiuta, i dipendenti otterrebbero sicuramente più di 1.400 euro, una somma che peraltro è la stessa da quattro anni e non tiene conto dell’inflazione. Quanto all’assicurazione sanitaria, sarebbe opportuno siglare un accordo bilaterale, per rispettare la dignità dei lavoratori.»

Anche se i termini sono differenti, la dinamica è molto simile a quella già vista con la proposta di Nestlè-Perugina, che ha ideato un piano previdenziale alternativo che spinge al part time i dipendenti vicini alla pensione promettendo in cambio l’assunzione dei figli. Che siano patti generazionali oppure welfare aggiuntivi o bonus fuori dalla stima produttiva, restano iniziative che segnano questi tempi. In attesa che diventino migliori.

Fonte: Il Resto del Carlino