Tornano le maggiorate: largo ai seni generosi, fianchi rotondi, lati B burrosi, taglie maggiori alla 38. È l’anno delle “curvy“, così come vi avevamo informato qualche tempo fa.

Il problema dell’anoressia, nella società moderna che propone modelli e immagini pubblicitarie che inneggiano un concetto di forma fisica “distorta”, appare sempre più drammatico, milioni di ragazze e ragazzi dichiarano guerra al cibo. I disturbi del comportamento alimentare sono cominciati ad apparire alla fine del secondo secolo, quando specialmente le donne in età adolescenziale e di alta società, hanno incominciato a cambiare la percezione del corpo e hanno avviato la corsa alla magrezza.

Galleria di immagini: Donne maggiorate

Da quel momento l’obiettivo è stato cambiare il prototipo della bellezza: le maggiorate icone di stile negli anni 50-60 hanno visto il loro periodo d’oro inclinarsi e decadere, per lasciare spazio a una donna certamente più snella e talvolta eccessivamente magra. L “esaltazione della magrezza” ha insinuato in molte ragazze l’idea che, per essere più bella, bisogna anche essere molto magra. Questo ideale è stato esasperato fino al punto di far rifiutare il cibo, per paura di prendere qualche etto.

La situazione con il tempo continua a peggiorare e oggi ci si ritrova ad avere ragazze ossessionate dall’idea sbagliata di bellezza, ragazze che hanno difficoltà nell’accettarsi e amarsi come portatrici di sane rotondità. Del resto il glamour ruota intorno alle sottili longilinee curve di donne “grissino”.

Da oggi la ruota gira e, dopo Miss Italia con qualche chilo in più, ecco che arriva la rivoluzionaria copertina di Vogue Italia in edicola, dedicata alle donne dalle curve, morbide, definite “Belle Vere“.  Troviamo tre modelle fotografate in lingerie, dalle curve rotondeggianti. Gli stilisti, stanno cambiando i loro gusti in fatto di modelle proponendo una bellezza nuova: più sinuosa e armoniosa che si oppone all’immagine della donna anoressica.

Il messaggio dal mondo della moda è un messaggio forte e chiaro in controtendenza con le campagne che esaltano modelli al limite della magrezza. L’idea è di presentare donne vere, quelle di tutti i giorni, cosi da porre l’accento sulla realtà che ogni giorno la ragazza “comune” vede davanti ai suoi occhi.

Oggi un tabù è caduto: si può essere belle, morbide e finire sulla copertina di una rivista o sfilare per noti stilisti, perché ciò che conta è il benessere psico-fisico e non un modello distorto della bellezza e della realtà. Le maggiorate ritornano dopo più di cinquant’anni in passerella e si riappropriano dello scettro che per anni gli è appartenuto.