Una Barbie pronta per Washington. Negli USA hanno pensato a una bambola che stimoli nelle bambine il desiderio di intraprendere la carriera politica, senza precludersi gli obiettivi più ambiziosi. Compresa la Casa Bianca.

Lo disse, giustamente, Hillary Clinton durante le primarie del partito democratico americano nel 2008: il tabù del presidente donna risulterà più forte di quello del presidente di colore. E infatti, oggi l’inquilino della Casa Bianca è un afroamericano. Mentre nessuna donna è mai stata presidente, anzi neppure candidata.

La battaglia per le pari opportunità passa anche da svolte di tipo culturale di massa, così la Mattel, fiutando il clima delle primarie dei repubblicani e sostenuta da un’organizzazione, la White House Projec, che promuove l’impegno politico delle donne, ha creato la Barbie presidente: impeccabile tailleur rosa (firmato Chris Benz, quello della first lady Michelle Obama), coccarda da elezioni, sorriso smagliante. Nella strategia sociale della bambola non manca nulla: sul sito c’è persino un kit per la campagna elettorale, slogan. E nel trionfo del politically correct, sarà disponibile anche in versione afroamericana, asiatica e ispanica.

Nulla di cui stupirsi: in realtà quella della carriera politica era una lacuna rispetto alle altre 130 professioni che questa bambola ha interpretato nella sua vita. Al di là delle eterne polemiche sul suo ruolo stereotipato nell’immaginario delle bambine, future donne, esistono Barbie veterinaria, pilota di auto da corsa, chef, dentista, giornalista, architetto, astronauta, chirurgo.

Una curiosità: la Barbie presidenziale sarà anche la prima nella storia a reggersi in piedi da sola, grazie a scarpe – finalmente – senza tacchi vertiginosi. Anche in America, evidentemente, sanno che prerogativa dei politici è restare sempre in piedi.

Fonte: Vote for Barbie