Dopo Maria Grazia Chiuri, da Dior, Giambattista Valli, Giorgio Armani  e Antonio Grimaldi, è tempo per un altro italiano di sfilare all’ombra della Torre Eiffel: Pierpaolo Piccioli ha presentato la collezione Valentino Haute Couture Primavera-Estate 2018 all’Hôtel Salomon de Rothschild di Parigi.

Terza prova solitaria per lui nell’alta moda, e terzo successo, siglato dal lungo applauso che ha accompagnato la sua uscita e dall’ormai consueto abbraccio con Monsieur Garavani, come sempre in prima fila accanto a Giancarlo Giammetti.

Un successo che ancora una volta lo stilista ha voluto condividere con prèmieres e petites mains del suo atelier romano, alle quali ha dedicato la campagna social What’s your name che ha preceduto la sfilata.

In un’era virtuale caratterizzata dall’accelerazione tecnologica, mi dà grande orgoglio e mi fa sentire pieno di speranza il mantener vivo l’Atelier di Roma che considero un vero studio di artistiConosco e ammiro tutte le persone che ci lavorano, sono molto commosso dalle loro storie, dietro le loro mani, dietro le loro capacità tecniche vedo storie umane, le stesse storie che hanno il potere di cambiare gli abiti“, ha spiegato su Instagram Piccioli.

È a anche a loro, dunque, che si devono gli splendidi abiti che si sono susseguiti nei venti minuti del fashion show: 68 uscite in cui il designer ha attinto a piene mani non solo nell’heritage della maison ma nella storia della moda tutta, dai sontuosi abiti che replicano le crinoline ottocentesche a quelle con lunga coda, dalle silhouette più accostate con una sorta di cul de Paris da Belle Époque fino alle gorgiere seicentesche (già sperimentate nella splendida Haute Couture Autunno-Inverno 2016-2017).

Photo by Pascal Le Segretain/Getty Images

La prima parte del défilé è dominata da creazioni dalle linee architettoniche, in cui il dettaglio – il fiocco sopra a tutto – si fa elemento strutturale. Spazio anche a piume e volant, sovradimensionate entrambe.

Photo by Pascal Le Segretain/Getty Images

Piccolo capolavoro di artigianato il copricapo di piume firmato Philip Treacy, celebre modista britannico, con cui Piccioli ha aperto la passerella.

Photo by Pascal Le Segretain/Getty Images

A seguire, una serie di look tutti pizzi, ricami e trasparenze, in cui le stampe floreali prendono il sopravvento e fanno la loro comparsa cascate di paillettes. Splendido l’abito senza spalle, vero tripudio di cristalli, in rosso Valentino, e la mantella verde con cui si conclude la sfilata.

Photo by Pascal Le Segretain/Getty Images

Ed è nell’abbinamento dei colori, come sempre, che Pierpaolo Piccioli dà il meglio di sé: nessuno come lui sa accostare in maniera così poetica nuance tanto diverse e inaspettate, in uno squisito e personalissimo accordo che è vera gioia per gli occhi. Deliziosi i pastello polverosi, ormai vero e proprio codice stilistico del Valentino dell’era Piccioli.

Photo by Pascal Le Segretain/Getty Images

“Vissi d’arte, vissi d’amore, non feci mai male ad anima viva!”, cantava in sottofondo la Tosca con la voce di Maria Callas: arte e amore che lo stilista ha saputo sublimare – ancora una volta – in maniera eccelsa. Bravo, bravo, bravo!

Photo by Pascal Le Segretain/Getty Images

 

Photo by Pascal Le Segretain/Getty Images

Galleria di immagini: Valentino Haute Couture Primavera-Estate 2018, le foto