Disintossicarsi dal lavoro e abbracciare il downshifting. Una provocazione doppia, se si considera che l’idea è nata in Italia, dove il primo pensiero dovrebbe essere quello di trovarlo, un lavoro. Ma i workaholic, affetti da stress e dipendenza in ambito professionale, ci sono anche nel Bepaese, così qualcuno ha pensato di aprire un ufficio di scollocamento.

L’idea, che parte dal concetto di downshifting, è di Simone Perotti (noto autore di “Adesso basta”, il best seller che ha fatto conoscere lo stile di chi vive senza lavoro) e Paolo Ermani, lanciata dall’associazione Paea (Progetti Alternativi per l’Economia e l’Ambiente): dalla sua rubrica quotidiana il primo ne parla come di una svolta culturale:

«In un’epoca come la nostra, drogati di ruolo sociale, lavorativo, economico, assuefatti dal lavoro, schiavi fin dentro il cuore, verremo scollocati a forza dalla grande menzogna del Sistema, che ci aveva promesso una collocazione confortevole, calda, al riparo dai guai, a tempo indeterminato. Ebbene, quella promessa era falsa, non valeva per tutti almeno, e dovremo ricollocarci in massa, chi per posizione chi anche solo per tenore di vita. Era un grande bluff, e oggi ne constatiamo la tragica evidenza.»

In Italia sono oltre un milione le persone affette da questa nevrosi, l’ufficio di scollocamento è in pratica uno sportello che parte da culture alternative come la decrescita, il neopauperismo, il downshifting e si propone di fare quello immaginato dallo scrittore Mauro Corona nella sua parabola del mondo storto: recuperare un senso più concreto del lavoro, della manualità, delle capacità, per prepararsi alle conseguenze inevitabili della crisi energetica ed economica,

Un po’ millenarista? Senza dubbio, ma l’ufficio non è virtuale, sono già programmati degli incontri: a San Giuliano Milanese, dal 24 al 26 febbraio e a Roma il 24 e 25 marzo. Chi entrerà nell’ufficio di scollocamento non dovrà ritirare un numeretto, ma verrà informato di pratiche nuove, alternative alla vita lavorativa standard, dentro un percorso per stanare le proprie motivazioni interne e scoprire se davvero una vita disintossicata dal lavoro è possibile.

«Nessuna pozione taumaturgica per ritornare a vivere, nessun Viagra esistenziale per ricollocarsi, bensì sogni, progetti, voglia di cambiamento. Cose facili a dirsi, per nulla a farsi. Soprattutto per chi non sa da che parte iniziare.»

Superata la fase motivazione, ci sarà quella formativa, da settembre, otto fine settimana intensivi, uno al mese, fino ad aprile 2013. I docenti sono Luzia Janett (psicologa), Paolo Ermani (Presidente associazione PAEA) e Alessandro Ronca (Parco dell’Energia Rinnovabile).

Fonte: Il Cambiamento.it