Nell’ultima puntata di X-Factor si è davvero toccato il fondo: come già reso noto dai giornali e dalle principali testate online, nella scorsa puntata i tre giudici del programma hanno davvero dato il peggio di loro.

Nonostante i numerosi tentativi del presentatore Francesco Facchinetti di placare gli animi per frenare il linguaggio pesante, al Codacons non è per niente piaciuta l’ultima puntata. L’associazione in difesa dei consumatori, infatti, ha chiesto alla Rai di multare i tre giudici per il comportamento tenuto.

Il giorno dopo la messa in onda della trasmissione incriminata, il Codacons ha rilasciato un comunicato stampa in cui spiega come i tre giudici non possano restare impuniti:

Il programma ci aveva abituato a qualche parolaccia qua e là nel corso delle puntate ma ieri è stato raggiunto un picco di volgarità che la Rai non può lasciare impunito. Nel corso della trasmissione di ieri, infatti, i tre giudici del programma (Mara Maionchi, Morgan e Claudia Mori) hanno perso il controllo e tutti e tre si sono abbandonati ad una escalation di parolacce e cattivo gusto, sfociata anche in gestacci che uno dei giudici (Morgan) ha rivolto al pubblico in studio, gesti eloquenti e purtroppo inquadrati in primo piano dalle telecamere.

Inoltre, secondo il Codacons la multa servirebbe come risarcimento per i telespettatori offesi dalle parole dei giudici e come deterrente per evitare tali comportamenti in futuro:

Qualche parolaccia in TV può scappare, e in alcune situazioni può anche trovare una giustificazione ma ieri i limiti della decenza e dell’educazione verso i telespettatori sono stati decisamente superati. Per questo chiediamo alla Rai di imporre una sanzione pecuniaria nei confronti dei tre giudici protagonisti della rissa verbale, e nei confronti del conduttore Francesco Facchinetti che avrebbe dovuto bloccare la querelle quando questa si è infuocata. La multa non solo come indennizzo simbolico verso i telespettatori che hanno dovuto assistere a tanta volgarità, ma anche come deterrente per il futuro, affinché in Rai si evitino nuove scene di questo tenore.