Virginie Viard balla da sola: la stilista presenta la Chanel Cuise 2020 a Parigi, la prima sfilata di moda realizzata senza Karl Lagerfeld.

È sua, comunque, l’idea di trasformare il Grand Palais in una stazione ferroviaria in stile Beaux-Arts. Le fermate da cui partono i binari della gare parigina? Saint Tropez, Venezia, Bisanzio, Roma, Antibes, mete soleggiate dove il treno di Chanel conduce le sue ricche clienti.

Dopo la Marrakech di Dior e la New York di Prada, la destinazione della nuova cruise Chanel è un invito al viaggio, verso la meta preferita, come era successo anche lo scorso anno, con la nave La Pausa pronta a salpare per quella – oggi lo sappiamo – sarebbe stata l’ultima crociera del Kaiser.

Nostalgia? Tanta, soprattutto da parte di molto del parterre presente al défilé (basta scorrere alcuni dei post su Instagram per trovare messaggi dolorosi per la mancanza dello stilista tedesco).

Nel front row c’erano Anna Mouglalis, Ali MacGraw (l’indimenticabile Jennifer Cavilleri di Love Story, del 1970), Caroline de Maigret, alcune delle celebrities che hanno poi avuto il privilegio di un light lunch nel Cafè Le Riviera, allestito nella stazione Chanel.

A sfilare, giacche in tweed e bouclé, in puro stile Chanel, da indossare con minigonne e shorts oppure con i pantaloni cropped a gamba larga cropped che hanno dominato un po’ tutta la collezione.

Chanel Cruise 2020 (Getty Images)

Accanto ai modelli a coulotte, tanti leggins in stampa matelassé o con loghi, da portare con cappottini trequarti o giacche pesanti, in tweed o colorate.

Chanel Cruise 2020 (Getty Images)

Tanti gli abiti di seta impalpabile, che da tempo sono entrati nel guardaroba della donna Chanel.

Chanel Cruise 2020 (Getty Images)

A profusione la Viard ha costellato la collezione dei dettagli più emblematici della maison, dalle camelie ai fiocchi, dalle scarpe bicolore fino alle perle, regalando la sensazione di non aver voluto davvero spiccare il volo come alcune uscite hanno invece suggerito.

Chanel Cruise 2020 (Getty Images)

Un’occasione persa, dunque, di dare finalmente un nuovo corso alla griffe di Mademoiselle, fedele a quanto aveva fatto lo stesso Lagerfeld arrivato a Rue Cambon nel 1983, quando ebbe a presentare la prima sfilata (“Anche se Mademoiselle non ha fatto mai cose del genere, è molto Chanel, non è vero?“, ebbe a dire descrivendo quella collezione). E borse e borsette a parte, sarebbe arrivato davvero il tempo che da quelle parti si ricominciasse a fare qualcosa mai fatto prima…