È prevista per il 15 dicembre in Europa (il 15 gennaio 2019 negli Stati Uniti), l’uscita del nuovo libro illustrato Dior by Gianfranco Ferré edito da Assouline. In occasione dei 70 anni dell’atelier aperto da Monsieur nel 1947 (festeggiati anche con una nuova mostra a Denver), la Maison ha iniziato lo scorso anno la pubblicazione di una preziosa antologia composta da una serie di volumi dedicati agli stilisti che si sono susseguito alla direzione della griffe: Christian Dior (1947-1957), Yves Saint Laurent (1958-1960), Marc Bohan (1961-1989) e il nuovo Gianfranco Ferré (1989-1996) a cui seguiranno John Galliano (1997-2011), Raf Simons (2011.2015) e Maria Grazia Chiuri (2016-); e che si va ad affiancare al recente Dior by Roger Vivier, dedicato al celebre stilista di calzature.

Attraverso le fotografie di Laziz Hamani e le parole del giornalista Alexander Fury, il quarto volume rende giustizia senza pari al rigore, la precisione del taglio come all’opulenza dei materiali dello stilista italiano.

All’alba degli anni ’90, Gianfranco Ferré ha saputo portare al 30 di Avenue Montaigne un senso di glamour audace, intriso di tessuti sontuosi e colori intensi, in proporzioni voluttuose ed esuberanti, capaci di esprimere una femminilità sofisticata e contemporanea allo stesso tempo.

Gianfranco Ferré fotografato da Jeanloup Sieff for Elle US, February 1995 (Courtesy Press Office © Jeanloup Sieff)

Dalla sua prima collezione di Haute Couture, presentata nel 1989 nel giardino dell’Hôtel Salomon de Rothschild, fino al 1996, Ferré ha attinto a piene mani nei codici e negli stilemi dell’heritage Dior, infondendo però a ogni creazione lo spirito del tempo e rianimando così la tradizione ereditata dal fondatore e dando un nome a ciascuno dei suoi disegni.

Dior Haute Couture Spring-Summer 1991 (Courtesy Press Office @Laziz Hamani)

Primo straniero a essere assunto come direttore creativo, è stato anche il primo a non aver mai lavorato con Christian Dior, pur condividendo con lui molte somiglianze, come la sua passione per il mix di maschile e femminile, così come il colore rosso, fiori e giardini, musica e opera.

Dior Haute Couture Spring-Summer 1995 (Courtesy Press Office @Laziz Hamani)

Pagina dopo pagina, questa nuova opera stabilisce un dialogo immaginario tra i due uomini: entrambi amavano i vestiti di lana scura, che il designer italiano impreziosiva di una spilla da balia d’oro e, più di ogni altra cosa, erano appassionati di architettura.

Dior Haute Couture Autumn-Winter 1996 (Courtesy Press Office @Laziz Hamani)

Disegno un vestito come fosse un’effimera a forma di architettura, destinata ad esaltare le proporzioni del corpo femminile“, ebbe a scrivere Christian Dior.

Gianfranco Ferré, laureato in architettura, gli fece eco: “Le mie creazioni sono il risultato di un’architettura tessile concepita per il corpo, che dà vita al corpo“.

Galleria di immagini: Dior by Gianfranco Ferré, le foto del libro illustrato

Illustrato con veri e propri ritratti di abiti che riflettono l’incredibile ricchezza e la diversità di ornamenti e i dettagli più minuti, questo eccezionale volume getta uno sguardo unico sul talento e sull’universo creativo di un maestro dell’haute couture troppo precocemente scomparso.

Dior by Gianfranco Ferré, edizioni  (195 euro)