Downton Abbey (film), la recensione

Non delude il sequel su grande schermo della celeberrima serie tv, supportato dalle superbe ambientazioni e dagli abiti splendidi delle protagoniste.

Spettacolo

Non resteranno delusi i tanti fan della serie tv da Downton Abbey, il film presentato in anteprima italiana alla Festa del Cinema di Roma 2019, che ha portato nella Capitale due dei suoi protagonisti più amati, Michelle Dockery, l’incantevole Lady Mary, e Jim Carter, il maggiordomo, il Signor Carson, insieme alla new entry (nonché moglie di Carter) Imelda Staunton, che interpreta Lady Bagshaw, la dama di compagnia della Regina.

Nel sequel, l’aristocratica famiglia Crawley si prepara a ricevere gli ospiti più illustri del Regno Unito: re Giorgio V e la regina Mary. Scritto dal creatore della serie Julian Fellowes (Oscar per la sceneggiatura di Gosford Park), il film è interpretato dal cast originale e arriva in sala in Italia il 24 ottobre.

E visto il successo ottenuto nei paesi in cui è già uscito (un incasso di oltre 156 milioni a fronte di un costo di 41 milioni di dollari) c’è aria di un bis sul grande schermo. Lo ha annunciato alla stampa la stessa Michelle Dockery: “C’è già la febbre per un seguito ed è possibile che si faccia, visto l’entusiasmo del pubblico“.

Esclusa, invece, l’ipotesi di una settima stagione della serie tv: “Non volevamo che dopo tanto successo la serie continuasse all’infinito e questo era il momento ideale per dare vita a un film“, ha chiarito il produttore Gareth Neame.

Jim Carter, il maggiordomo Carson richiamato in servizio per supervisionare i preparativi in vista della visita del sovrano: “Partecipare al film dopo tre anni dalla serie dove siamo stati tutti insieme sei mesi per sei anni è stata una sorta di rimpatriata, la nostra è una versione cinetelevisiva di una compagnia teatrale“.

Jim Carter (Jaap Buitendijk / Focus Features)

Le maggiori difficoltà? Per la scena della parata, con cento cavalli e ottanta stallieri fatti arrivare da una zona a sud di Londra, mentre per non sbagliare nulla sul cerimoniale relativo alla visita reale è stato assoldato un ex addetto di Buckingham Palace.

Serie e film mettono in scena una fantasia romantica e gloriosa. Downton Abbey offre evasione, respiro e sollievo dagli orrori che stiamo vivendo“, ha concluso Imelda Staunton.

Geraldine James (Courtesy Press Office)

La recensione di Downton Abbey film

I fan non resteranno delusi dal puntatone speciale della serie allestito su grande schermo dalla produzione: al netto di una trama pressoché inesistente, ci si diverte per due ore con i costumi superbi di Anna Robbins e la stupenda residenza nella campagna inglese opera dello scenografo Donal Woods (ambientata per gli esterni e molti degli interni a Highclere Castle, nell’Hampshire). Molto di quanto c’è di apprezzabile nel film è merito del loro lavoro.

Impossibile non citare Maggie Smith, la terribile – e amatissima dal pubblico – Violet Crawley: come in tv, sono sue le battute più taglienti e divertenti del film. Lontana l’eco della Brexit e di sovranismi di sorta, il lungometraggio regala evasione e puro intrattenimento, supportato da ottima recitazione e buoni dialoghi. Un prodotti godibile, ma solo per affezionati della serie tv: difficile che chi non abbia seguito le avventure della famiglia Crawley e della servitù riesca ad apprezzare i personaggi e le loro storie.

Una scena di Downton Abbey (Courtesy Press Office)

Downton Abbey: numeri e curiosità

  • Ambientata in una magione della nobiltà inglese nello Yorkshire, la serie ideata da Julian Fellowes, si svolge nell’arco di 13 anni, tra il 1912 e il 1925.
  • Uscita nel Regno Unito il 26 settembre 2010 (in Italia è arrivata l’11 dicembre 2011) è andata in onda fino al 2015, per un totale di 52 episodi divisi in sei stagioni.
  • Downton Abbey è stata una delle serie tv più premiate di sempre, con un totale di 44 riconoscimenti ottenuti, tra cui 12 Emmy, sei BAFTA e tre Golden Globe.
  • Alla base di tanto successo, il folto cast di alto livello e l’accuratezza di costumi e ambientazioni d’epoca. Secondo il quotidiano britannico Telegraph, ogni episodio è costato in media un milione di sterline.
  • Un ruolo importante nella trama hanno ricoperto le pene d’amore dell’affascinante Lady Mary Crawley: dieci pretendenti, tra cui Matthew Crawley (interpretato da Dan Stevens) che muore tragicamente in un incidente stradale alla fine della terza stagione.
Michelle Dockery sul red carper della Festa del Cinema di Roma (Courtesy Press Office)

Il red carpet alla Festa del Cinema di Roma 2019

È un abito della collezione prêt-à-porter Primavera-Estate 2020 di Valentino quello con cui ha sfilato Michelle Dockery, la Lady Mary di Downton Abbey, sul tappeto rosso allestito nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica in occasione della Festa del Cinema di Roma 2019. Luminosissima e sorridente, l’attrice britannica si è concessa con generosità non solo ai flash dei fotografi e alle domande dei giornalisti, ma anche ai tanti selfie e autografi chiesti dai fan assiepati intorno al red carpet.

Michelle Dockery alla Festa del Cinema di Roma (Courtesy Press Office)

Con lei, il regista Michael Engler, Jim Carter, il maggiordomo, e Imelda Staunton, la nuova arrivata Lady Bagshaw. Ad accompagnare il cast, una serie di comparse e figuranti in abiti d’epoca, che hanno divertito il pubblico prima della proiezione a inviti della serata.

Jim Carter, Imelda Staunton, Michael Engler e Michelle Dockery (Courtesy Press Office)

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  • Downton Abbey | Ufficio Stampa