Festival della Cultura Paralimpica: mostre, film e dibattiti a Roma

Al via la rassegna capitolina dedicata allo sport paralimpico e alla sua capacità di contagiare virtuosamente il costume e la società italiana.

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Prosegue fino al 23 novembre la prima edizione del Festival della Cultura Paralimpica, inaugurato al binario 16 della stazione Tiburtina di Roma: 4 giorni di dibattiti, mostre, film e presentazioni dedicati allo sport paralimpico. Obiettivo della rassegna? Restituire centralità alle parole che hanno segnato la storia del movimento paralimpico italiano e il costume del nostro Paese.

È da tempo, d’altronde, che gli atleti paralimpici sono usciti alla ribalta, contagiando la nazione con il loro entusiasmo oltre che con le loro sempre clamorose vittorie. Testimonial del festival, Marco Dolfin, bronzo nei 100 rana del 2016 e secondo nei 100 rana agli Europei di Dublino dello scorso agosto: uno dei tanti campioni che fanno grande il paese. Tornata dagli Europei di atletica paralimpica di Berlino di quest’estate con un totale di 17 medaglie (6 ori, 3 argenti e 8 bronzi), la nazionale italiana si può ascrivere infatti tra le nostre eccellenze.

Quello di oggi è solo un pezzo del grande puzzle del percorso che stiamo costruendo oramai da quasi 20 anni. E siamo in una stazione perché vogliamo che sia non un punto di partenza e di arrivo, ma di passaggio, un luogo dove si mischiano etnie e persone, perché il nostro scopo è quello di mescolarci tra la gente”, ha spiegato Luca Pancalli, Presidente del Comitato Italiano Paralimpico.

Oltre ai dibattiti e alle proiezioni che si alternano negli spazi messi a disposizione a Tiburtina, ogni giorno sarà possibile visitare (dalle 9 alle 18.30) la mostra permanente sulle immagini, gli oggetti e le tecnologie legate allo sport paralimpico, realizzata con il contributo dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, di SuperAbile Inail e dei fotografi Augusti Brizzi, Mauro Ujetto e Michelangelo Gratton.

Una mostra di oggetti particolarmente significativi e rappresentativi della storia agonistica e culturale del movimento paralimpico italiano. Si tratta di trofei, strumenti utilizzati dai campioni paralimpici durante le prestazioni sportive, oggetti che testimoniano il passato e il presente dello sport paralimpico. Una raccolta che parte dai cimeli risalenti a Roma 1960, la prima Paralimpiade della storia, per arrivare ai successi sportivi dei nostri giorni

Il programma del Festival della Cultura Paralimpica, sostenuto da diverse aziende e istituzioni, da Inail a Ferrovie dello Stato, da Grandi Stazioni Retail a Eni, fino a Rai e Treccani, prevede circa 30 appuntamenti e la partecipazione di oltre 100 ospiti e 1000 studenti provenienti da tutta Italia, in particolare dalla Toscana, l’Emilia Romagna, il Lazio e la Campania.

Tanti anche gli ospiti istituzionali in occasione della cerimonia di chiusura, che si terrà venerdì 23 novembre alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Tra le più attese, Bebe Vio presente al Festival della Cultura Paralimpica, nello spazio storytelling di venerdì mattina 23 novembre, a partire dalle 9.30. Fondatrice della Associazione Art4Sport Onlus, che si occupa di fornire protesi sportive ai ragazzi con amputazioni, la campionessa paralimpica e mondiale di fioretto racconterà, insieme ai suoi amici paralimpici e testimonial Emanuele Lambertini, Edoardo Giordan, Veronica Yoko Plebani e Riccardo Bagaini, la sua esperienza.

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La cerimonia di inaugurazione, è stata poi l’occasione per la Rai di presentare un documentario inedito sulla storia del movimento paralimpico italiano, con la regia di Francesca Maria Pinto.