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Figlio unico, non necessariamente viziato

Aggiornato il 11 luglio 2019

Pur nella generale visione critica nei confronti dei figli unici, in Italia sono sempre più numerose le famiglie che, per ragioni diverse, economiche o professionali, hanno un figlio unico, ma non lo viziano.

Il rischio più grande che corre un figlio unico è quello di essere oggetto di un eccesso di attenzioni da parte dei genitori che su di lui tendono a concentrare la propria energia affettiva in modo esclusivo, non potendola dividere con altri bambini.

Tale concentrazione in certi casi si associa ad un atteggiamento iperprotettivo e ansioso nei suoi confronti o al desiderio di compiacerlo e soddisfare le sue richieste più di quanto si farebbe in presenza di altri fratelli, quasi a compensare la sua ”solitudine”. Se si ha un solo figlio quindi, è importante fin da subito mettere da parte sensi di colpa e adottare uno stile educativo fondato su regole che indichino chiaramente al piccolo i limiti della sua libertà. Bisogna, quindi, essere pronti a dire dei no necessari, con fermezza e decisione.

Un altro errore piuttosto comune è quello di volersi sostituire al fratellino che non c’è. Pur riconoscendo l’importanza di interagire e giocare con il bambino, non bisogna dimenticare il proprio ruolo di genitori e il fatto che, soprattutto a partire dai due anni, il confronto con i coetanei diventa determinante nello sviluppo psicologico del piccolo che, proprio avendo a che fare con gli altri bambini, ha modo di sperimentare uno scambio alla pari nel quale le concessioni e i vantaggi assicurati da mamma e papà nei momenti di gioco vengono nessi da parte.

Più precisamente, interagendo con altri bambini, il piccolo scopre che le proprie esigenze spesso si scontrano con quelle degli altri e gradualmente impara a rispettarle. La mancanza di una socializzazione adeguata e la prevalenza di interazione con il mondo adulto, al contrario, consolideranno il suo naturale egocentrismo e, quando il confronto sarà inevitabile, avrà maggiori difficoltà a integrarsi e tenderà a dimostrarti prepotente e ”viziato”.

I genitori di figli unici non devono aspettarsi troppo da loro né fantasticare su quello che potrebbero fare o diventare, o riconoscere in loro doti speciali. Un simile comportamento da un lato rafforza l’autostima e il senso di sicurezza dei bambini, ma dall’altro li rende più fragili, in quanto davanti al primo insuccesso la loro delusione sarà maggiore rispetto a quelli di bambini abituati a confrontarsi con le diverse abilità e competenze dei propri fratelli.

Per questo motivo, i genitori di un figlio unico devono aver cura di mantenere un atteggiamento equilibrato e consapevole, incoraggiando e sostenendo il piccolo, ma evitando di insinuargli il pensiero di essere migliore o superiore agli altri.

Articolo originale pubblicato il 18 giugno 2012

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