L’Aquila e Viareggio: le vittime contro il processo breve

Sit in di protesta il 13 aprile a Roma contro il processo breve. A manifestare saranno i familiari delle vittime de L'Aquila, dell'incidente ferroviario a Viareggio e degli avvelenamenti da eternit.

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Manifesteranno il 13 aprile a Roma, con un sit in prima davanti alla Camera dei Deputati e poi al Pantheon, i parenti delle vittime del terremoto che un anno fa ha distrutto L’Aquila insieme ai familiari di coloro che sono morti a causa dell’incidente di due anni fa a Viareggio, dei morti per mano della mafia o degli avvelenati dai rivestimenti di amianto delle case, tutti uniti contro le norme sul processo breve che, oltre ad annullare i procedimenti contro il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, getterebbero alle ortiche le cause necessarie a rendere giustizia alla memoria dei loro cari.

“Vogliamo esserci anche se sappiamo che saremo sconfitti. Vogliamo testimoniare in maniera forte e chiara il nostro dissenso nei confronti dei provvedimenti che saranno approvati alla Camera”.

Così ha detto Antonietta Centofanti, esponente del Comitato per le vittime della Casa dello Studente dell’Aquila, durante un’intervista rilasciata a Repubblica.it in cui ha lasciato trapelare tutto il dissenso e il risentimento contro i provvedimenti in favore di Berlusconi.

“Non ci prendano in giro: la riforma della giustizia non esiste. C’è solo il salvacondotto per il premier. Non è possibile, tutto questo è incredibile.”

La Centofanti si è così espressa, usando parole dure nei confronti del Premier e della maggioranza, ricordandone il silenzio unanime dopo la lettera aperta inviata a tutti i parlamentari che ha spinto tutte le associazioni di vittime sorte in seguito al catastrofico terremoto a riunirsi per fare fronte comune contro una situazione che continua a reggersi su promesse fatte e mai mantenute.

“Le promesse del premier? Parlano i fatti. L’Aquila non esiste: ci sono solo 19 quartieri di cartongesso. Che vengono pomposamente chiamati new town. E non ci sono servizi, non c’è possibilità di vivere insieme. La ricostruzione è stata solo un’operazione barbarica che ha azzerato la socialità.”

A dar man forte al Comitato delle Vittime della Casa dello Studente ci saranno anche tantissime altre associazioni, tra cui Articolo 21, Libertà e Giustizia, l’Arci, l’Anpi e il Popolo Viola che, tramite Gianfranco Mascia, ha ricordato alcuni dei procedimenti a rischio che si uniscono ai già citati, ovvero solo per dirne alcuni quelli riguardanti il crac di Parmalat e Cirio e il più recente sullo smaltimento dei rifiuti di Napoli.

Berlusconi continua ad andare avanti con le sue leggi ad personam e non si preoccupa delle migliaia di processi che verranno prescritti per salvarlo dai suoi processi.”