Recensione: Marpiccolo, la gomorra tarantina

Spettacolo

Marpiccolo” è un film drammatico di Alessandro Di Robilant che uscirà al cinema il 6 novembre.

Liberamente tratto dal romanzo “Stupido” di Andrea Cotti, il film è stato presentato nella sezione “Alice nella città” al Festival di Roma 2009 dove ha raccolto il plauso dei critici.

La storia si ambienta a Taranto, nel quartiere Paolo VI, zona sud della città, caratterizzato da strade dissestate, case prefabbricate, negozi abusivi e i fumi tossici dell’ILVA, il più grande stabilimento siderurgico d’Europa. Il protagonista è Tiziano, un ragazzo come tanti del quartiere: a scuola ci va poco e male, ha una famiglia piena di problemi, fa lavoretti per il boss locale Tonio e desidera soltanto di scappare via insieme alla sua fidanzatina. Tiziano si mette nei guai, ma grazie al suo piccolo mondo di affetti, anche se difficili e complessi, riuscirà a trovare una via di salvezza.

“Marpiccolo” è una storia di dolore e di amore, di criminalità e di ingiustizie sociali di una periferia degradata di una città italiana.

Il regista Di Robilant ritorna con questo film a trattare tematiche sociali importanti, dopo “Il giudice ragazzino” e “I Fetentoni”. Con questo film di denuncia fotografa una realtà tutta italiana, cieca all’inquinamento ambientale e sorda alle storture sociali.

Nonostante la prima parte del film segua un ritmo frenetico, appassionato e molto forte, grazie sia alla bellissima colonna sonora post rock dei Mokadelic sia all’ottima interpretazione dell’esordiente Giulio Beranek, la seconda parte della pellicola scivola in cliché non richiesti o necessari. Così l’ingenuità registica vanifica la potenza e la gravità del messaggio dell’intero film.

Nel cast ci sono anche Anna Ferruzzo, Giorgio Colangeli, Valentina Carnelutti, Maria Pia Autorino, Michele Riondino, Roberto Bovenga, Selenia Orzella, Nicola Rignanese.

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