The Irishman, cast, trama, recensione e uscita del film

Martin Scorsese torna alle atmosfere di Quei bravi ragazzi e porta insieme sul grande schermo Robert De Niro, Al Pacino e Jo Pesci, in un'opera che è già un classico.

Spettacolo

Robert De Niro, Al Pacino e Jo Pesci insieme sul grande schermo per Martin Scorsese e il suo The Irishman, film prodotto da Netflix presentato in anteprima italiana alla Festa del Cinema di Roma 2019.

Con Bob abbiamo pensato a questo film alcuni anni fa, ma nessuno voleva darci i soldi. Poi è arrivata Netflix che non solo mi ha permesso di fare il film che volevo con i miei amici, senza dover ricorrere ad altri attori per impersonare loro da giovani, ma utilizzando la tecnologia CGI (la computer-generated imagery), ma mi ha anche dato tutto il tempo che volevo per girare e poi mi ha concesso sei mesi per lavorare in post produzione per gli effetti speciali“, ha spiegato Martin Scorsese in conferenza stampa all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Per fare questo film, dal budget record di 160 milioni di dollari, il regista ha ammesso di aver avuto da Netflix piena libertà creativa e aver concordato in cambio che il film sarebbe uscito in sala e dopo 4 settimane (tre giorni in Italia, dal 4 al 6 novembre) sarebbe stato disponibile in streaming: “I film sono fatti per essere visti e se oggi i ragazzi li vedono sull’Ipad e in streaming è inutile essere rigidi“.

Il cast di The Irishman

Scorsese e De Niro tornano a lavorare insieme dopo Casino, del 1995; i due avevano già alle spalle una lunga collaborazione, iniziata nel 1973 con Main Streets e proseguita con Taxi Driver (una candidatura agli Oscar), New York New York, Toro scatenato (Oscar come miglior attore), Re per una notte, Quei bravi ragazzi e Cape Fear (nomination agli Academy Awards).

Il film è invece la prima volta insieme per il regista e Al Pacino. “Con Al avevo in ballo un progetto negli anni Ottanta su Modigliani, ma non è mai andato in porto“, ha raccontato Scorsese in conferenza stampa.

Quarto film per Jo Pesci, che a Scorsese deve l’Oscar vinto nel 1991 per Quei bravi ragazzi (ha recitato anche in Toro scatenato e Casino).

Accanto a loro, un altro dei protagonisti di Quei bravi ragazzi: Harvey Keitel. E poi Ray Romano, Bobby Cannavale, Stephen Graham, Anna Paquin, Domenick Lombardozzi, Stephanie Kurtzuba, Kathrine Narducci, Jesse Plemons e Welker White.

Joe Pesci e Robert De Niro (Courtesy Press Office)

La trama del film

Steve Zallian adatta il romanzo L’irlandese. Ho ucciso Jimmy Hoffa di Charles Brandt, del 2013, saga sulla criminalità organizzata nell’America del dopoguerra, raccontata attraverso gli occhi del veterano della Seconda Guerra Mondiale, Frank Sheeran.

È dal suo punto di vista di sicario irlandese ingaggiato dalla mafia italiana che il film ripercorre uno dei più grandi misteri irrisolti della storia americana: la scomparsa del leggendario sindacalista Jimmy Hoffa.

The Irishman: la recensione del film

Martin Scorsese fa un patto con il suo pubblico: lo mette a parte del regalo che si è fatto sul set insieme a una serie di suoi attori feticcio – con l’aggiunta di un gigantesco Al Pacino – ma in cambio gli chiede la fatica, fisica oltre che intellettuale, di confrontarsi con un film che è concepito già per essere un classico.

Se si è disposti a stare seduti per tre ore e mezza per seguire la storia di Frank Sheeran, si esce dalla sala sfiniti ma appagati come può capitare dopo aver affrontato Guerra e pace di Tolstoj.

Il trascorrere del tempo, il tradimento, il rimorso e la mortalità: temi eterni che Scorsese dipana sul grande schermo con una profusione di mezzi come capita ormai di rado al cinema d’autore. Personaggi, location, cambi di costume (realizzati da Sandy Powell, collaboratrice di sempre di Martin Scorsese): non ha lesinato in nulla la produzione del film, permettendo ai mostri sacri della New Hollywood di girare una storia dagli anni Cinquanta a oggi senza la necessità di prendere giovani attori, ma avvalendosi di una nuova tecnologia: un sistema di telecamere e software (sviluppato dalla Industrial Light & Magic) che è stata in grado di catturare le espressioni facciali degli attori sul set a fianco di altri personaggi, senza l’uso di segni visibili sul viso, e di ringiovanirli grazie alle loro versioni 3D computerizzate.

Gli effetti speciali piegati alla storia, come spesso Scorsese ha dimostrato si potesse fare, e non viceversa.
Ne è uscita un’epica melanconica, in cui nessuno dei personaggi è davvero padrone degli eventi e della propria vita; Frank, dal fronte in Italia in poi, continua a eseguire gli ordini; Russell Bufalino risponde a qualcuno più in alto di lui; Jimmy Hoffa, controverso e potentissimo presidente dell’International Brotherhood of Teamsters, viene spazzato via dalla memoria collettiva. Il Tempo passa, inesorabile; anche per lo stesso Scorsese. Che non a caso, infastidito da chi chiedeva perché non ci fossero storie di donne nella sua filmografia, ha borbottato “come se non avessi fatto L’età dell’innocenza“, per poi tuonare: “Ho 76 anni, non ho più tempo per tornare a delle questioni che sembrano volerci far ripiombare agli anni Settanta”.

Uscita

The Irishman di Martin Scorsese esce al cinema in Italia, in sale selezionate, dal 4 al 6 novembre. È disponibile su Netflix dal 27 novembre.

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  • The Irishman | Ufficio Stampa