Ricorrono oggi i 10 anni della strage del World Trade Center, l’attacco terroristico al simbolo economico degli Stati Uniti. Era infatti l’11 settembre del 2001 quando due aerei dirottati si schiantarono su entrambe le Torri Gemelle, causandone in pochissimo tempo il collasso. Un terzo aereo cadde nei pressi del Pentagono, mentre il quarto, presumibilmente diretto al Campidoglio, si schiantò nella vicina campagna.

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3.000 le vittime, di ogni ceto sociale, dai passeggeri dei voli incriminati, ai visitatori gettatisi senza speranza dagli ultimi piani degli edifici alle numerosissime persone coinvolte nei crolli e schiacciate da acciaio e detriti. Una strage dovuta al terrorismo, con Al Qaeda e Osama Bin Laden ritenuti tra i mandanti e i responsabili, anche se nel corso degli anni diverse versioni alternative hanno sollevato l’ipotesi di un inside job, sia per la presenza di alcune deflagrazioni insolite alla base delle torri che per la struttura in acciaio scioltasi nonostante fosse stata progettata per sopportare urti e temperature più alte. Un vero e proprio mistero, che ogni anno contrappone gran parte dell’opinione pubblica mondiale sulla difesa delle due versioni, quella ufficiale e quella del complotto.

Dieci anni dopo gli Stati Uniti ricadono sotto una, seppur cauta, paura. Qualche giorno fa, infatti, è emersa la notizia che vi potrebbero essere nuovi attentati esplosivi durante le celebrazioni del decennale, con centro a Washington e New York. Ma, al momento, l’ipotesi rimane fortunatamente remota.

Per la giornata di oggi sono attese diverse commemorazioni sparse per tutta la nazione. Quella più importante si terrà a Ground Zero, l’area dove sorgevano un tempo le torri, alla presenza dell’attuale Presidente Barack Obama e della First Lady Michelle. Presenti anche Bloomberg e Rudolph Giuliani, il sindaco in carica durante la strage. Per il memoriale, verranno scanditi uno a uno i nomi delle vittime e molti personaggi della cultura, dell’arte, della musica e della scienza parteciperanno all’evento. Obama ha voluto ricordare alla nazione come gli Stati Uniti siano ora più forti, in particolare dopo l’uccisione del nemico Bin Laden. È tornato a parlare anche George W. Bush, il quale dalla fine del suo mandato si è tenuto abbastanza in disparte dalla vita pubblica, per ribadire la forza americana durante la commemorazione di Shanksville, dove si schiantò al suolo l’aereo diretto alla Casa Bianca:

“Una delle lezioni dell’11 settembre è che male e coraggio sono reali”.

Fonte: Corriere della Sera