In gravidanza vitamine e minerali sono fondamentali per il benessere della mamma e del bambino: anche se seguite un regime alimentare equilibrato, a volte può rendersi necessaria una integrazione. Durante i nove mesi, infatti, l’organismo della gestante si trova a dover lavorare per due e sorgono nuove necessità; inoltre la forte nausea che si presenta soprattutto nel primo trimestre ed è spesso accompagnata da frequente vomito potrebbe rendere difficile una corretta alimentazione da parte della futura mamma. Infine, l’apporto di alcune sostanze nutritive potrebbe rivelarsi insufficiente: stiamo parlando dell’acido folico, la cui assunzione è caldamente raccomandata dal Ministero della Salute.

Secondo quest’ultimo, infatti, le donne che programmano una gravidanza o che non ne escludono la possibilità devono assumere almeno 0,4 mg al giorno di acido folico per ridurre il rischio di difetti congeniti. Questa indicazione è ancora più importante in caso di cattivo assorbimento di questa vitamina a causa di disturbi gastrici, celiachia, malassorbimento intestinale o assunzione di farmaci teratogeni.

L’acido folico non viene prodotto dall’organismo, ma viene assunto con il cibo e dalla flora batterica intestinale. Il suo fabbisogno quotidiano in condizioni normali è di circa 0,2 mg, ma in gravidanza raddoppia perché il feto utilizza le riserve materne. L’acido folico è la vitamina B9 che fa parte della famiglia della vitamina B e, assieme alla più celebre B12, coadiuva il processo di formazione dei globuli rossi: è quindi fondamentale per la costituzione di nuove cellule incluse quelle coinvolte nello sviluppo del tubo neurale.

Per questo, negli ultimi decenni, l’acido folico è stato riconosciuto come essenziale nella prevenzione delle malformazioni neonatali che si possono originare nelle prime fasi dello sviluppo embrionale: la carenza di acido folico nelle prime fasi della gravidanza aumenta fortemente il rischio di malformazione del feto, in particolare di difetti del tubo neurale (DTN) associati a spina bifida o anencefalia. In generale, una carenza di folati può dare luogo con più facilità a esiti avversi come ritardo di crescita intrauterina, parto prematuro e lesioni placentari.

Il tubo neurale del feto si chiude entro 30 giorni dal concepimento quando la donna spesso non sa ancora di essere incinta. Data l’importanza dell’acido folico in questa fase, tutte le donne che programmano una gravidanza o che semplicemente sono in fase riproduttiva e non applicano misure anticoncezionali dovrebbero assumere acido folico giornalmente, sia tramite la dieta che con integratori.

L’acido folico è presente nelle frattaglie (fegato) che però non possono essere consumate in gravidanza; è presente inoltre nelle verdure a foglia larga (lattuga, spinaci, broccoli, crescione, cicoria), nei legumi (fagioli e lenticchie) e nelle uova.

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