Abbiamo parlato più volte dei possibili effetti negativi del consumo di alcolici durante la gravidanza, e solo poco tempo fa una ricerca canadese ha sottolineato come pochi drink, invece, sono concessi anche alle future mamme.

Dall’Istituto Superiore della Sanità arriva tuttavia una secca smentita di questa teoria, tanto che un recente studio che ha coinvolto sette neonatologie di diversi ospedali italiani, ha proprio lanciato un allarme diretto alle donne in gravidanza, sconsigliando anche l’assunzione di un bicchiere di vino durante i pasti.

Per il nascituro, infatti, potrebbero svilupparsi problematiche relative al sistema nervoso, ritardi mentali e vari disturbi del comportamento. Sono sempre gli studiosi a rendere noto che la percentuale di neonati nati in Italia esposti all’alcol già nel ventre materno è pari al 7,6%.

“Non conosciamo la quantità di alcol che non presenta rischi per il nascituro e che si possa assumere in gravidanza senza rischi, perciò è meglio attenersi al principio zero alcol in gravidanza e zero alcol quando si decide di avere un figlio e si iniziano i tentativi per averlo”.

Secondo il presidente dell’Iss Enrico Garaci, l’unica soluzione per scongiurare future malattie al bambino è il totale astenersi dal consumo di bevande alcoliche. La ricerca, presentata in occasione della “Giornata internazionale della consapevolezza sulla sindrome feto alcolica“, ha anche evidenziato come la maggior parte delle madri sottovaluti ampiamente i rischi derivanti dall’assunzione di alcol in gravidanza.

Isolando un marcatore definito come etilglucuronide su oltre seicento neonati, è stato possibile verificare esattamente l’esposizione all’alcol di ciascun bambino attraverso l’analisi delle feci. È risultato come, tuttavia, l’informazione relativa a questa problematica e lo stesso consumo di alcolici da parte delle donne in gestazione vari effettivamente da regione a regione.

Non dimentichiamo, inoltre, che l’alcol, come anche il fumo, rappresetna uno dei principali nemici della fertilità, rendendo difficile il concepimento anche in assenza di problemi di altra natura.

Non solo. Dallo studio è anche emersa la necessità di monitorare accuratamente la salute del neonato a partire dalla nascita, al fine di verificare eventuali disturbi e, se necessario, agire prontamente con terapie adeguate. Così ha affermato la cordinattrice del team di lavoro Simona Pichini.

“Il risultato di questo studio è di fondamentale importanza poiché finora la diagnosi era affidata all’interpretazione e all’esperienza del medico. Una diagnosi precoce, invece, può essere molto utile per individuare possibili rischi e agire tempestivamente”.

Fonte: Ansa; Lswn