Vittorio Sgarbi diventa, dopo Sara Tommasi, il testimonial per la promozione dei libri di Alfonso Luigi Marra. L’avvocato che si batte contro il signoraggio bancario lamenta una sorta di muro nei suoi confronti, per cui annuncia anche un’azione legale contro YouTube. Ma è davvero un complotto quello ai suoi danni, un’azione di silenzio che spinge a ignorare i contenuti di vitale importanza, a suo avviso, che sono contenuti nei suoi scritti?

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Quel che è certo è che un volto come quello di Vittorio Sgarbi rappresenta una garanzia agli occhi del pubblico: i suoi pensieri sono sempre di grande impatto e la sua preparazione culturale è innegabile. Sara Tommasi, invece, soprattutto col senno di poi e con tutti gli scandali che sono scoppiati negli ultimi mesi, non avrebbe più la stessa credibilità di fronte al pubblico rispetto a un uomo dotato di profonda cultura. Forse Alfonso Luigi Marra avrebbe dovuto prevederlo.

La battuta di Vittorio Sgarbi nel nuovo spot che dovrebbe passare anche in Rai:

«Il sistema per fermare i libri di Marra gli ha scatenato contro i silenzi e le parole di chi ha il potere di influenzare i pensieri, ma è una violenza perché sono libri di un’importanza e una verità incomprimibili. Sono la nuova cultura. Leggili: non conoscerli è la nuova ignoranza.»

Alfonso Luigi Marra intanto intraprende la la sua battaglia contro YouTube, che ha ospitato i suoi ultimi spot:

«Dobbiamo denunciare YouTube alla Magistratura Penale e agire presso i giudici civili per il risarcimento dei danni per la sua, ormai peraltro notoria e sistematica, attività di falsificazione del numero dei “non mi piace”, dei “mi piace” e delle visualizzazioni. Falsificazione che fa per motivi sia commerciali (strategie di induzione a fare contratti a pagamento), che di regime (dosaggio sapiente della visibilità-credibilità dei soggetti “scomodi” e di quelli funzionali al regime). Prego gli internauti di fornirci ogni informazione in loro possesso o di unirsi a noi in queste azioni giudiziarie.»

Un po’ di modestia, non tanto per i contenuti, quanto per la forma, tuttavia dovrebbe essere d’obbligo. Gli ultimi spot su YouTube, come d’altra parte anche quelli comparsi in TV, sono sembrati decisamente trash. Non basta affermare, anche se con forza, le idee che si sostengono, ma anche curare una forma che possa essere non solo appetibile, ma anche facilmente fruibile. La base della pubblicità è tutta qui.

Fonte: Libero.