Ormai non ci sono più dubbi, l’allattamento al seno è il metodo migliore per nutrire i neonati. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha emanato delle linee guida secondo le quali i bambini dovrebbero essere allattati al seno almeno per i primi 6 mesi. Non sempre tutto ciò è possibile.

In realtà sono poche le mamme che non possono utilizzare questo metodo per motivi medici, secondo alcuni dati appena 2 su 100, molte lo fanno per ragioni contingenti, come la maggiore libertà o la necessità di tornare al lavoro. Per la verità è innegabile che usare il biberon significa non dovere essere per forza presenti a ogni poppata e potersi quindi appoggiare sul papà, sui nonni e perché no anche sui figli più grandi.

Galleria di immagini: Latte in polvere

Il dazio da pagare per la maggiore libertà è la maggiore attenzione necessaria per preparare il latte artificiale. Non è raro, inoltre che i genitori debbano fare una lunga trafila di prove prima di trovare il latte più adatto al proprio bambino. Anche se oggi si sono fatti passi da gigante nella produzione di latte per l’infanzia.

Il latte artificiale viene ricavato dal latte vaccino che, ovviamente, viene sottoposto a una lunga serie di modifiche per poter offrire ai neonati tutti i nutrimenti di cui hanno bisogno preservandoli dalla difficile digestione e dalle possibili allergie. Quelli in commercio si dividono tra il latte studiato per i primi 6 mesi e quello di proseguimento. La differenza naturalmente sta nella quantità di nutrimenti che dai 6 mesi in poi devono essere presenti in quantità maggiore. Soprattutto più vitamine, più ferro e minerali. Dopo l’anno il bambino potrà addirittura bere latte vaccino intero.

A prescindere dal tipo di latte la tecnica base per prepararlo è la medesima. Se si utilizzano quelli già liquidi in cartone (più costosi) l’unico passaggio consisterà nello scaldarlo. Se invece come nella stragrande maggioranza dei casi si è optato per il latte in polvere allora il procedimento sarà un po’ più laborioso. Bisognerà bollire l’acqua e poi lasciarla intiepidire prima di versarla nell’apposito biberon per sciogliere la dose di latte in polvere già presente nel contenitore.

Oltre alla maggiore libertà il biberon permette alle mamme di non avere la paranoia di non dare al proprio piccolo abbastanza latte. Dubbio che spesso attanaglia coloro che allattano al seno. La quantità necessaria viene stabilita dal pediatra o dalla mamma e non resta che partire dal dosaggio per poi muoversi in base alle esigenze e all’appetito del bambino.

Un’aspetto da non sottovalutare quando si utilizza il biberon è la maggiore propensione di questo strumento a far ingurgitare aria al bambino. Un problema facilmente superabile grazie alle nuove tettarelle in commercio sempre più predisposte a evitare le fastidiose coliche. Un altro buon modo per non far entrare aria è quello di inclinare il biberon di quarantacinque gradi stando ben attenti che la tettarella sia sempre colma di latte.

Accorgersi che il bambino sta inghiottendo aria non è difficile, il rumore che accompagna l’allattamento è un segnale d’allarme molto chiaro e inequivocabile.

Ecco, infine, alcuni strumenti indispensabili per chi sceglie l’opzione latte artificiale:

  • Biberon. Almeno uno per il latte e uno per l’acqua o la camomilla. In commercio vi sono quelli anticoliche;
  • Tettarelle. Ve ne sono diverse. Flusso lento, medio e veloce a seconda dell’età del bambino. Quelle in lattice sembrano essere le preferite dai neonati forse perché ricordano il seno materno, ma quelle più resistenti sono in silicone;
  • Sterilizzatori. Si può usare sia quello elettrico che le tavolette o i liquidi sterilizzanti. Un altro buon rimedio fai da te è quello di far bollire biberon e tettarelle per 10-15 minuti in una pentola;
  • Scaldabiberon. Basterà dell’acqua calda, ma anche quelli elettrici sono buoni. Da evitare il microonde che potrebbe rendere troppo caldo il latte. I bambini in genere lo preferiscono a temperatura ambiente. Molto utile per chi viaggia è lo scaldabiberon da auto;
  • Portabiberon;
  • Contenitore per il latte in polvere.

È bene ricordare che il latte riscaldato non solo non va nuovamente riscaldato, ma va assolutamente buttato via se rimane fuori dal frigorifero per più di un’ora.

Infine l’alternativa per tutte le mamme che hanno la necessità di allattare con il biberon, ma non vogliono rinunciare alla qualità del latte materno è acquistare un pratico tiralatte. Se ne trovano sia elettrici che manuali. Il fastidio è innegabile ma di sicuro ne vale la pena.