“Ma guarda che il mio falegname con 30mila lire la fa meglio!” esclamava Giovanni in Tre uomini e una gamba, brandendo l’opera d’arte che con gli amici Aldo e Giacomo, anche loro commessi del “Paradiso della brugola”, doveva scortare fino a Gallipoli. Perché, si sa, “Se non si capisce cos’è, allora è design“.  Eppure quest’espressione fumosa, che porta i più ad arricciare il naso o inarcare un sopracciglio con fare perplesso, cela in realtà una vera e propria rivoluzione culturale: l’incarnarsi dell’arte -da sempre elitaria- in oggetti di uso comune che possono trovarsi contemporaneamente in moltissime case e esposte in musei. Ed è così che esistono alcuni pezzi cult che hanno fatto la storia del design, diventando dei veri e propri pezzi imprescindibili, ricercatissimi sia dagli appassionati e dagli esperti di arredamento sia dai non addetti ai lavori. Vediamoli insieme.

Presentato al Salon d’Automne del Artistes Décorateurs di Parigi del 1929, il famoso tavolo LC6 di Le Corbusier, grande maestro dell’architettura moderna, è considerato uno degli oggetti più importanti della storia del design, grazie alla raffinatezza dei materiali e alle articolazioni moderne. Semplicissimo ed elegante esalta i valori di purezza e essenzialità del Movimento Moderno. L’idea di fondo di questo tavolo è la distinzione fra il basamento, cioè l’elemento portante, e il piano rettangolare ovvero l’elemento portato; l’autonomia di queste due parti è evidenziata anche dai quattro sostegni intermedi. Il basamento in acciaio verniciato è dotato di quattro supporti con gambo filettato in acciaio che consentono di regolare l’altezza fino a 50 mm. Il sottile piano è previsto in cristallo, vetro stampato, frassino naturale o frassino tinto di nero.

Un altro simbolo del design made in Italy è la radio portatile ts 522 di Brionvega: disegnata da Marco Zanuso e Richard Sapper è stata vincitrice della medaglia d’oro alla II Biennale del disegno industriale di Lubiana nel 1965. La radio, disponibile nei classici colori arancio sole, bianco neve, nero notte, giallo sole e verde menta, è costituita da due parti che si aprono e chiudono simmetricamente. La griglia altoparlante è in lega d’alluminio e si completa di un’antenna sfilabile ad alta sensibilità. Nel corso degli anni la radio è stata sottoposta ad aggiornamenti tecnici, ma ha mantenuto integre le sue originali e inconfondibili forme pur avendo tutte le caratteristiche di una radio moderna. Oggi è esposta al MOMA di New York, al museo d’arte moderna di San Paolo, al museo d’arte moderna di Osaka e a La Jolla in California.

Design non sempre è sinonimo di funzionalità. Ne è la prova lo spremiagrumi Juicy Salif disegnato dal brillante Philippe Starck che, nonostante sia inutilizzabile (ruota e non spreme a causa della estrema leggerezza), è diventato un’icona del design degli anni Novanta. Pur di stupire il pubblico e la critica, Alessi lo accettò con forte entusiasmo: bello e innovativo, prodotto con resina termoplastica in fusione di alluminio lucido, questo alieno con tre gambe trova sempre uno spazio nelle nostre cucine.

Boby è sicuramente il carrello contenitore componibile in verticale più versatile della storia del design. Disegnato da Joe Colombo per B-line, è un pezzo di design storico degli anni settanta. Realizzato in ABS stampato ad iniezione e dotato di ruote in polipropilene è costituito da cassetti, vani e ripiani pratici per ospitare qualsiasi cosa. L’ampia capacità di contenimento e la possibilità di spostarlo facilmente lo rendono versatile in qualsiasi ambiente: dall’ufficio al negozio, dalla casa allo studio medico, Boby è decisamente immune alla mode passeggere. È disponibile in diversi colori: bianco, nero, verde, rosso e due tonalità di grigio. Ha vinto il primo premio allo SMAU nel 1971 e fa parte della collezione permanente del Museum of Modern Art, New York e della collezione permanente della triennale di Milano.

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