Aung San Suu Kyi, l’attivista per i diritti dell’uomo e leader del movimento non violento in Myanmar, vive in condizione di prigionia da molti anni.

Veniamo a conoscenza del futuro della donna attraverso il sito Asia News, che riporta le parole del Generalissimo Than Shwe, il quale deciderà se e quando liberare realmente Aung.

Il Regime politico, che si è instaurato dopo il colpo di stato del 1988 scatenando una guerra civile, comanda l’ex Birmania sin dal 1996 con il pugno di ferro della dittatura e della violenza.

Attualmente ha indetto delle elezioni farsa solo per riconfermare la sua egemonia, come accadde nel 1990 quando vinse il partito NDL, rappresentato da Aung San Suu Kyi, e i cui membri vennero incarcerati e ristabilito il potere militare.

Il Myanmar è un territorio in via di sviluppo, ma la pressione costante della dittatura condiziona la vita e la crescita della popolazione: interi villaggi in fuga sono costretti allo stato di miseria e indigenza. I monaci buddisti si ribellarono nel 2007 a questa costante condizione di oppressione, diventando protagonisti di una manifestazione non violenta che coinvolse la popolazione. Per mano dell’opposizione militare, la manifestazione produsse molte vittime tra i civili, perse la vita anche il reporter giapponese Kenji Nagai.

Per questo motivo, le nuove elezioni sono molto temute dal regime Birmano, che per l’occorrenza ha sciolto il partito della Lega nazionale per la democrazia (Nld) per non avere ostacoli verso la riconferma della dittatura. Ogni reazione contraria è sedata con la violenza e il rinvio della liberazione della Signora, come è stata ribattezza Aung San Suu Kyi, è una strategia di potere per destabilizzare la popolazione. Anche la possibilità di accedere alla cabina elettorale, da parte della donna, sono state vagliate accuratamente dal Regime, il quale preferisce non esporla agli occhi e al sostegno della folla, ma di farla votare anticipatamente a casa sua.

L’avvocato della donna, Jared Genser, si espresso sulla vicenda rilasciando un’intervista ai microfoni di CnrMedia:

Non abbiamo ancora conferme su questo annuncio e ci crederò solo quando lo vedrò. Il regime ha più volte annunciato la liberazione di San Suu Kyi in questi ultimi sette anni, anche indicando delle date precise. Annunci che poi si sono sempre rivelati falsi. Quindi, aspettiamo a vedere cosa succede.

Win Tin, uno dei leader del partito ormai sciolto della Lega nazionale per la democrazia (Nld), anticipa che:

dopo la sua liberazione Aung San Suu Kyi girerà il Paese per incontrare i suoi sostenitori. Il risveglio politico sarà di nuovo reso pubblico. Anche durante il periodo agli arresti domiciliari la Signora ha diffuso lettere all’esterno della sua abitazione e ci ha inviato messaggi dal contenuto politico.

Non esclude però restrizioni alla libertà di movimento della donna, e pericoli di attentati da parte di sostenitori del regime.

In questi anni di prigionia moltissime le campagne e le manifestazioni internazionali in difesa della donna, Amnesty International ha seguito con cura il caso facendosi portavoce della vicenda. Innumerevoli le richieste di scarcerazione richieste dai capi di Governo di tutto il mondo, e anche nel campo della musica molti gruppi le hanno dedicato brani musicali e parole di sostegno.

In particolare gli U2 che le hanno dedicato “Walk On”, che fa parte dell’album All That You Can’t Leave Behind, attualmente illegale nell’ex Birmania. Inoltre hanno sensibilizzato l’opinione mondiale trasmettendo immagini e parole di sostegno durante tutti i concerti del 360° Tour.

Aung San Suu Kyi per il suo impegno e per la sua lotta non violenta ha ottenuto diversi premi, tra i quali nel 1991 il Nobel per la pace.