Sette bambini italiani su dieci utilizzano Internet tutti i giorni, ma solo il 7,8% viene controllato dai genitori. I dati raccolti dal Moige, Movimento Italiano Genitori, parlano chiaro: a un uso sempre più esteso da parte dei minori delle nuove tecnologie non corrisponde, spesso, un’attenta opera di controllo e prevenzione.

Molti genitori si preoccupano di limitare l’accesso al Web in termini di ore, oppure parlano con i figli dei rischi che presenta la rete, ma in modo generico. Pochi di essi, infatti, usufruiscono di strumenti specifici, utili al parental control, come ad esempio software che funzionano da “filtro” durante la navigazione, oppure si preoccupano di istruire i propri figli al corretto uso dei social network.

Sono proprio i social network, e in particolare Facebook, ad attrarre maggiormente i bambini e gli adolescenti, ma anche qui l’utilizzo di tali siti non è quasi mai accompagnato da un’adeguata consapevolezza delle misure di protezione da adottare: solo il 30 per cento degli adulti, infatti, dichiara di saper organizzare al meglio le impostazioni per la privacy.

Questi dati sono ancor più preoccupanti se messi in relazione con quelli forniti dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni riguardanti, ad esempio, la pedofilia on line (nel periodo Gennaio-Settembre 2011, sono stati effettuati 16.142 monitoraggi e 554 perquisizioni), gli incontri pericolosi, la pornografia.

Ma, certamente, Internet offre anche del buono per i bambini (i quali, tra l’altro, dichiarano di sfruttare la Rete per divertirsi e giocare), e sarebbe sbagliato guardare solo gli aspetti negativi di questa grande risorsa. La strada da percorrere allora è quella dell’educazione alla prevenzione per aiutare i giovani a utilizzare la rete in sicurezza, e per fornire indicazioni ai genitori su come proteggere i figli dai pericoli del web.

Fonte: WebNews