Barbara D’Ursosi arrabbia con Trenitalia e in un video caricato dalla stesa sul suo canale di YouTube, avanza le sue proteste nei confronti della compagnia ferroviaria italiana che ritarda oltre che nelle partenze, anche nel fornirle la tessera per accedere alla sala Vip delle stazioni, costringendola ad aspettare al freddo il suo treno. Lo sfogo, probabilmente accentuato dal fatto che la nota conduttrice televisiva era evidentemente influenzata, è stato però accolto negativamente da noi comuni mortali.

Ora, Barbarella Barbarella,ti racconto una storia: c’erano una volta, e ci sono ancora oggi, centinaia di ragazzi, uomini e donne, accomunati da uno stesso destino, quello di essere pendolari e di dover trascorrere buona parte delle loro giornate in treno, tra ritardi, rotture della locomotrice, binari bloccati dal maltempo, programmi gestionali che vanno in tilt e scioperi vari ed eventuali.

La vita del pendolare è un inferno di ore trascorse su fredde panchine e treni troppo caldi d’estate e troppo freddi di inverno, un incubo di vagoni facilmente scambiabili per carro bestiame e regionali che si sa (più o meno) quando partono, ma mai quando arrivano.

Te lo dico da amica, con il cuore in mano: un video del genere non farlo più, specie se in un vagone di prima classe, per giunta deserto.