Si sta diffondendo in Europa la psicosi riguardo la possibile diffusione di quello che è ormai tristemente noto come il Batterio Killer. Si tratta di una variante particolarmente dannosa dell’Escherichia Coli, sconosciuta fino a pochi giorni fa e per questo particolarmente difficile individuarne l’origine alimentare. Quasi certa l’origine geografica, vista la concentrazione dei casi registrati in Germania.

Continua purtroppo incertezza nelle comunicazioni provenienti dall’Unione Europea riguardo i possibili alimenti responsabili della diffusione del batterio. Dopo le accuse ai cetrioli e ai germogli di soia, entrambe successivamente smentite dalle analisi di laboratorio, continua la caccia allo sconosciuto “untore”.

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Sale nel frattempo a 26 il numero delle vittime, 25 delle quali sul territorio tedesco e una in Svezia, mentre si segnala nelle ultime ore un caso di contagio in Canada. A renderlo noto il responsabile sanitario dell’Ontario Arlene King, specificando però che si tratta di un turista che ha soggiornato nelle scorse settimane in Germania e lì consumato verdure crude. Nessun rischio proveniente dalle colture nordamericane, ma semplice caso di infezione avvenuta all’estero.

Sotto accusa la campagna mediatica comunitaria da parte degli agricoltori europei, in piazza per protestare a causa dei danni provocati alle vendite da allarmismi ingiustificati contro questo o quell’alimento. A loro si è unita oggi la Coldiretti, con iniziative in varie parti d’Italia, per ribadire l’assoluta sicurezza dei prodotti nostrani e per rendere noti i bilanci delle perdite causate dalla crisi al comparto ortofrutticolo.

Proprio per questo la stessa Coldiretti avanzerà nel pomeriggio a Lussemburgo, in occasione del Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura dell’Ue, una richiesta di risarcimento pari a 100 milioni di euro:

“L’Italia deve chiedere i risarcimenti alle competenti autorità europee per i danni economici subiti ingiustamente dai produttori di frutta e verdura nazionali”

A sostenerlo il presidente di Coldiretti Sergio Marini, che ha proseguito sottolineando come:

“analoghe richieste sono già state formulate dal Portogallo e dalla Spagna per i ritardi e le incertezze accumulati nell’affrontare l’emergenza che hanno alimentato la psicosi”.

Richieste che sembrano trovare un primo riscontro nelle parole del Commissario all’Agricoltura, Dacian Ciolos, quando afferma che a sostegno degli agricoltori colpiti da perdite derivanti dalla crisi verrà stanziato un fondo:

“Proporremo una cifra di 150 milioni”

L’ammontare vero e proprio dei singoli indennizzi verrà calcolato tenendo conto di specifici parametri temporali, come specifica lo stesso Ciolos:

“prenderemo il periodo dalla fine di maggio, che segna l’inizio della crisi, alla fine di giugno”.

Intanto rassicurazioni per i consumatori italiani arrivano dal Ministro della Salute Ferruccio Fazio:

“Non ha senso fare ulteriori controlli su frutta e verdura in Italia. Fatta eccezione per quelli di routine, altri controlli non servono”.