Ha un sorriso che suona familiare, una voce rassicurante e uno stile molto garbato che dà idea di casa, di intimità. È di questo che si è fatta portabandiera Benedetta Parodi nei suoi tre anni di “Cotto e Mangiato” su Italia 1. Un programma ideato dal nulla, quasi per caso, ma che col tempo, proprio per l’eleganza e l’affabilità della conduttrice, ha riscosso sempre nuovi consensi che hanno permesso alla sorellina più piccola del volto del TG 5, Cristina Parodi, di diventare l’amica delle casalinghe italiane. Una buona consigliera per ricette veloci ed economiche, tutte racchiuse nei suoi famosi ricettari che ne hanno decretato la fama.

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L’arma vincente di Benedetta Parodi è stata la semplicità. La semplicità nel modo di rapportarsi alla telecamera, per niente artefatto o a caccia di lusinghe, la semplicità delle stesse {#ricette}: nulla di altamente sofisticato, ma cose facili da realizzare che non comportavano un grande sforzo. Una donna che ha aperto le porte di casa sua agli italiani e per questo è stata decisamente premiata.

Mediaset però pare non aver apprezzato allo stesso modo i successi della giornalista, tanto da decidere di lasciarsela sfuggire. E così, il bel volto della Parodi junior, è approdato a La7 ne “I menù di Benedetta“, un programma posto nella fascia quotidiana che va a fare diretta concorrenza al ben rodato “La prova del cuoco” della Clerici, ma che ha tutt’altra formula. La giornalista infatti, non dovrà più cucinare a casa sua, ma avrà un intero studio a disposizione dove poter realizzare non una sola ricetta, ma un ricco menù con quattro portate, oltre a un ospite famoso a puntata con cui si intratterrà tra una cottura e un’altra.

Certo, lasciare il suo vecchio programma è stato – spiega lei stessa – come lasciare la propria vecchia auto e vedere poi che a condurla sarà un’altra, ma ormai la situazione aveva preso una piega oltre la quale non si poteva andare:

“Era un impegno mostruoso, facevo tutto da sola: la spesa, sceglievo le ricette, cucinavo a casa. L’elettricità la pagavo io, per i rimborsi delle cose che compravo dovevo presentare gli scontrini e prima sottrarre quello che tenevo per me. Sentivo il bisogno di aiuto. Dopo il boom credevo di aver dimostrato qualcosa e che fosse possibile un’evoluzione: far diventare “Cotto e mangiato” un programma. Non si è potuto e così ci sarà un’altra. Non troveranno mai una che faccia quello che facevo io”.

Fonte: Corriere della Sera