Gira nel web da un paio di giorni il bozzetto di Beyoncé Knowles in un vestito firmato Roberto Cavalli. L’immagine è stata inviata dall’ufficio stampa del celebre stilista per divulgare l’abito indossato dalla cantante in occasione del The Mrs. Carter Show World Tour: una serie di concerti organizzati dalla star americana per la promozione del suo quinto album.

Il suddetto disegno che vi proponiamo a fianco di una fotografia che ritrae la cantante in carne ed ossa nello stesso abito, ha scatenato non poche discussioni relative all’irreale magrezza con la quale Cavalli la rappresenta: gambe magrissime, vitino da vespa e spalle scavate che ricordano tanto il corpo di una donna malata di anoressia.

Giusto parlare di immagine distorta di una donna in realtà in salute, ma demonizzare lo stilista come in molti stanno facendo in queste ore mi sembra essere un po’ inutile, se non molto tardivo: sono anni che le case di moda riproducono nelle loro bozze i personaggi famosi come fossero manichini alti alti e magri magri. Persino Luciana Littizzetto, piccolina di statura e con un fisico assolutamente in peso-forma è stata disegnata come una ragazza alta 2 metri e intorno ai 48 kg (come potete vedere da una delle immagini che riporto da esempio alla fine del post).

Badate bene, non sto difendendo l’idea deviata che molti addetti al settore hanno in relazione al corpo femminile perché sono consapevole che sia assolutamente preoccupante e può causare danni seri a tante ragazze (e ragazzi) illuse da questo mondo basato su una grande e grossa bugia, ma non cadiamo dal pero come se avessimo avuto il prosciutto sugli occhi per anni: il mito della donna magra è nato almeno 50 anni fa, è stato esasperato dagli stilisti e non verrà di certo “curato” con una polemica fine a se stessa montata su un’immagine tra tante.