Aria fresca, non quella chiusa degli asili e della casa, la luce del primo sole quasi primaverile, il travestimento come gioco della propria identità in relazione con quella degli altri. Il Carnevale è un toccasana per i bambini, ci avete mai pensato?

Bando alle lamentele per la crisi economica, dunque, fate uno sforzo anche se non avete voglia di cercare vestiti, maschere, luoghi di festa. Il Carnevale è una bella occasione per stare, lo affermano i pediatri.

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Lo dice in particolare Italo Farnetani, pediatra di Milano e docente alla Bicocca, raccomandando fantasia negli abiti, senza spendere troppo:

“Fra i costumi favoriti i più piccoli indicano spesso gli animaletti: dagli orsetti, alle coccinelle, alle farfalline. Questo perché sotto i cinque anni c’è l’imitazione della realtà, e i bambini copiano i loro animali del cuore trasformandosi per un giorno nel cucciolo preferito. Sopra i cinque anni, invece, mascherarsi è un modo per entrare nella dimensione del sogno. Ecco che le bimbe faranno a gara per indossare abiti da fatine, principesse, regine e damine, mentre i maschi, oltre agli eroi dei cartoni più recenti, ameranno ancora nascondersi dietro la maschera di Zorro o sfoggiare il cappello piumato di D’Artagnan.”

Insomma, manca poco al martedì grasso, il prossimo 8 marzo, giorno in cui la famiglia potrà concentrare il massimo dell’allegria. Con pochi accorgimenti, magari sfruttando le abilità dei piccoli coi loro lavoretti a scuola, si possono creare maschere, cappellini, e il gioco è fatto.

“Altro elemento positivo per i bambini, il fatto di fare qualcosa di divertente insieme ai genitori: vestirsi, truccarsi e scherzare insieme rinsalda il legame fra i piccoli e gli adulti, che farebbero bene a mascherarsi a loro volta, per condividere il clima di festa.”

Basta poco, quindi, anche una festicciola di paese (se non avete la possibilità di spostarvi in città famose per i loro carnevali, come Viareggio, Venezia, Crema) ma che sia all’aperto e davvero coinvolga tutta la famiglia. Attenzione però a non esagerare: gli adulti non devono gareggiare per l’abito più bizzarro, perché i figli non devono vergognarsi dei genitori. Spetta ai più piccoli la massima libertà.