Mamma per i miei 18 anni, mi regali le tette nuove?“. Immaginate se vostra figlia vi facesse questa richiesta. Come le rispondereste? Cosa le rispondereste? No, non scuotete la testa dicendovi “Mia figlia non è tipo, lei è contenta del suo corpo“, perché se è così che la pensate siete solo delle povere illuse: la mastoplastica additiva è l’intervento più richiesto in Italia insieme alla liposuzione, e sono prevalentemente le ragazzine a richiedere un aumento di almeno una taglia del loro seno.

Il categorico no? Potrebbe essere percepito dalla vostra figliola peggio di un ceffone in pieno viso. Potrebbe frustrarla e demoralizzarla tanto da crearle consistenti problemi psico-fisici. Il sì facile? Non è di certo positivo: oltre ad essere sinonimo di vizio, significherebbe anche assecondare un capriccio che sottoporrebbe comunque la ragazza ad un intervento chirurgico, con tutti i rischi che ne conseguono.

La giusta reazione? Non la conosco, ma capitasse a me passerei ore a capire il perché di questo bisogno prima di finanziare un’iniziativa simile. E non accetterei risposte tipo “Mi vergogno della mia terza“, “Sono più piatta di una tavola da surf“, “Porto la -1“, “Non sono piatta, sono concava“, “Il mio ragazzo guarda quelle con le tette più grosse“. Quindi, futura figlia mia, questo post te lo stamperò per conservarlo nelle mie memorie, te lo farò leggere in età di pubertà così, quando ti farai venire in mente qualche assurda paturnia adolescenziale, saprai che ti ci vorrà un bel discorso di due ore per convincere tua mamma, con tanto di slide su power point, con i vantaggi e gli svantaggi delle tette finte. La sottoscritta, nel frattempo, si dispererà chiedendosi perché hai ereditato le sue tette anziché la sua intelligenza. Modestia a parte.

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