Con “Chronicle”, il regista appena ventottenne Josh Trank segna il proprio debutto dietro alla macchina da presa portando nei cinema una pellicola in pieno stile sci-fi scritta da Max Landis, figlio del John di “The Blues Brothers solo per citare uno dei suoi maggiori successi, che conta già sull’esperienza sul grande e piccolo schermo con nomi come “Master of Horror” e “Fear Itself”. Girato in stile documentario replicando le esperienze che negli ultimi anni si sono susseguite sorti alterne, il film è un susseguirsi di immagini e situazioni che riescono ad allontanarsi dai precedenti illustri, proponendo una narrazione originale e interessante.

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Protagonisti di “Chronicle” sono i giovani Dane DeHaan, già visto nella serie vincitrice di un Golden Globe “In Treatment”, Michael B. Jordan, giovanissimo ma già visto sia in TV che al cinema, e l’australiano Alex Russell. Tra i comprimari, completano il cast Michael Kelly e Ashley Hinshaw, impegnata recentemente nella pellicola ambientata nello scabroso mondo del porno “Cherry”, insieme a James Franco e Heather Graham.

Andrew (DeHaan), Matt (Russel) e Steve (Jordan) sono tre studenti di liceo: normalissimi all’apparenza, scoprono però di essere in possesso di poteri sovrannaturali dopo la caduta in una buca in cui sono venuti a contatto con alcune forze misteriose. Benché all’inizio siano tutti e tre decisi a mantenere gli altri all’oscuro delle proprie capacità, tra cui quella di volare o spostare gli oggetti con la forza del pensiero, è Andrew, il più frustrato e introverso dei tre, a decidere di rompere il silenzio iniziando a sfruttare i propri superpoteri per sfogare la rabbia accumulata giorno dopo giorno con risultati spaventosi.

Un debutto particolarmente sentito, quello di Josh Trank, capace di realizzare una storia completamente vissuta dal punto di vista dei ragazzi che ne sono protagonisti, esulando da facili moralismi “da adulti”; con uno stile documentaristico, dettata dalle finte riprese immortalate dalla telecamera di Andrew/ DeHaan saggiamente mescolate alle riprese delle telecamere di sorveglianza, il registra fotografa un’istantanea capace di riassumere a grandi linee la gioventù più comune: quella fatta da ragazzi provati dalla quotidianità, e non necessariamente disadattati come molti vorrebbero far credere a discapito degli altri, in grado di fermare in uno scatto la propria esistenza giorno dopo giorno, facendo una vera e propria cronaca – proprio come quella del titolo – da condividere in rete.

Ma cosa succede quando a dei normali ragazzi, con una vita normale e un background nella norma si ritrovano a dover convivere con dei superpoteri e una rabbia interiore non indifferente e un disagio ai limiti della sopportazione? È qui che entrano in gioco gli effetti speciali, costati alla produzione una cifra irrisoria rispetto alle megaproduzioni da grande schermo, capaci di sposarsi in maniera armonica e convincente alla narrazione saldamente realistica fino alle scene culminanti dell’ultima parte della pellicola.

Chronicle riesce, con grande soddisfazione di Trank e Landis, a coinvolgere senza giocare eccessivamente sugli stereotipi del genere, mantenendo alta l’attenzione grazie all’efficiente impianto visivo. Un esordio riuscito, dunque, quello del regista che di certo riuscirà a soddisfare e appassionare soprattutto gli amanti del riuscito mix tra teenager e poteri paranormali.