In qualsiasi parte del mondo, è sempre il cibo italiano a farla da padrona. Che si mangi una pasta, una pizza, un risotto e così via, lo stendardo del Tricolore sventola sui cieli di tutto il pianeta. Ma, a dire il vero, a piacere di più è la cucina di una volta, che ancora oggi rimane una garanzia per un italiano su due.

A darne ulteriore conferma, come se servisse, il Cibus di Parma, manifestazione dedicata all’arte culinaria nostrana. Con l’alta qualità, il cibo di casa nostra sta cercando di uscire dal ghetto di prodotto di nicchia per finire nel circuito della grande distribuzione estera. Al Cibus di Parma, il 17° Salone internazionale dell’Alimentazione, sono presenti 2700 aziende alimentari italiane che si lanciano all’inseguimento del mondo. Anche perché sono circa diecimila gli operatori commerciali presenti a Parma, che arrivano da 115 Paesi diversi. Anche se, come detto, gli italiani a tavola preferiscono i sapori e i profumi di una volta, la classica cucina della nonna. Prodotti di qualità, ricette della tradizione e costi puliti: con la partecipazione di grandi chef come Cracco, Oldani e Vissani.

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