Colpo di fulmine” (“I Love You Phillip Morris”) è una commedia diretta da Glenn Ficarra e John Requa che uscirà al cinema il 2 aprile.

Ispirato a fatti realmente accaduti e libera trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Steve McVicker, il film vede protagonisti Jim Carrey e Ewan McGregor.

Il film racconta la vera storia di Steven Jay Russell, che dopo molteplici tentativi di truffa ad aziende, banche e assicurazioni e diverse evasioni dal carcere, tutt’oggi si trova in prigione per scontare l’ergastolo.

Russell conduce una vita tranquilla: è felicemente sposato e fa il poliziotto. Un giorno, stanco della sua quotidianità piena di falsità, decide di cambiare vita: si scopre gay e inizia a truffare aziende e assicurazioni per poter disporre di tanti soldi ed esaudire tutti i suoi capricci.

Finito in carcere incontra Phillip Morris, di cui s’innamora perdutamente. Per Phillip Morris, continua a truffare il prossimo per arricchirsi, finisce in galera ed evade più volte.

Così il film racconta una storia d’amore omosessuale in chiave burlesca, dai toni grotteschi.

Se non fosse ispirata a fatti realmente accaduti, la sceneggiatura risulterebbe totalmente ridicola e assurda.

Il film comunque risulta avere un buon ritmo, alcune gag riescono a strappare il sorriso, molte altre lasciano perplessi.

Se da un lato la solita comicità fisica di Jim Carrey può risultare divertente per un ruolo insolito, come quello dell’omosessuale innamorato, dall’altro lato c’è un Ewan McGregor veramente poco credibile nella parte del fidanzatino omosessuale.

Con questo film l’attore comico Jim Carrey decide di tornare sul grande schermo abbandonando i film per famiglie che gli hanno regalato molti successi di botteghino, per interpretare un ruolo inusuale e difficile. Carrey cerca di ironizzare e rendere comica una storia che in realtà è drammatica. Poteva essere un’ottima occasione per criticare il sistema carcerario americano, la società odierna concentrata sempre sul vile denaro, e invece quello che risulta è una commedia che non riesce a far ridere né a far riflettere.

Infine la traduzione del titolo risulta fuorviante e inopportuna: il titolo originario, “I love You Phillip Morris” esplica bene di cosa parlerà la pellicola, mentre quello italiano presuppone ben altro.