Il parto podalico dovrebbe avvenire quando il bambino non si è girato nella posizione corretta per nascere e, anziché essere espulso dall’utero della donna uscendo prima con la testina, a spuntare fuori per primi sono i piedi. Parliamo al condizionale perché in realtà, oggi, un parto podalico sarebbe assai raro, vista tutta l’attenzione e gli esami diagnostici preparto di cui disponiamo.

Un feto che all’ottavo mese di gestazione non si è ancora posizionato bene per nascere, e che non lo fa neppure successivamente, non è di certo una rarità. E quando il bambino resta in posizione podalica le soluzioni che il medico può adottare sono soprattutto due. Vediamo quali.

Bambino in posizione podalica: come si interviene

Quando si arriva ad una fase avanzata della gravidanza (in genere attorno all’ottavo mese) e il bambino si trova in posizione podalica, alla futura mamma può essere proposto di mettere in atto una manovra di rivolgimento manuale che potrebbe portare il feto nella posizione corretta per poi venire al mondo. Tale manovra, come ci suggerisce il nome, si effettua posando le mani sulla pancia della donna. Se tale soluzione non sortisce gli effetti sperati, i medici evitano quello che potrebbe essere un parto podalico optando, in genere, per un parto cesareo. Scegliere questa soluzione consente di non correre i rischi che potrebbero verificarsi nel caso in cui il bambino nasca di piedi.

In realtà si potrebbe tentare anche un parto podalico naturale. In questo caso i medici, in genere, eseguono prima una radiopelvimetria attraverso cui misurano il bacino della mamma e poi si accertano che nel corso del travaglio la dilatazione del collo dell’utero sia continua e non si fermi. Ma non solo. Nel corso del parto podalico naturale i medici possono mettere in atto una serie di manovre attraverso cui facilitare la nascita del bambino (come la manovra di Lovset oppure la manovra di Maurice), ma quello che è certo è che la situazione viene costantemente tenuta sotto controllo e che in caso di bisogno si procede immediatamente con il taglio cesareo.

Parto podalico: rischi

Se si effettua un parto podalico, come già detto, i medici procedono con il monitoraggio continuo della situazione, in modo tale da poter intervenire in qualsiasi momento. I rischi principali di un parto di questo tipo potrebbero essere la difficoltà di progressione all’interno del canale da parto (dato che la testa è l’ultima a fuoriuscire), il rischio di prolasso e di compressione del cordone ombelicale con conseguente rallentamento e diminuzione del flusso sanguigno e dell’ossigenazione al bambino.