Com’è bello far l’amore”, nuova commedia di Fausto Brizzi, arriva oggi nei cinema italiani con l’ausilio della tecnologia 3D e un cast formato da Fabio De Luigi, Claudia Gerini e Filippo Timi. Dopo i due “Notte prima degli esami” e “Ex”, divertente spaccato sulle insidie amoro della vita, passando per lo scontro “Maschi contro Femmine” e “Femmine contro Maschi”, Brizzi ci riprova con uno spaccato sulla vita sentimental-sessuale degli italiani in salsa tra comicità e romanticismo.

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Oltre ai già citati protagonisti De Luigi e Gerini nel ruolo di una coppia dalla vita sessuale statica e decisamente poco soddisfacente e un Filippo Timi nei panni di un pornodivo pronto a dispensare consigli, si aggiungono al cast di “Com’è bello far l’amore” anche Giorgia Wurth, Alessandro Sperduti e Virginia Raffaele, una colf sudamericana fuori dalle righe. Non mancano neanche altri volti noti come Michela Andreozzi e Michele Forest, il mago Forest del piccolo schermo, insieme a Lillo Petrolo del duo Lillo e Greg, nel ruolo di un farmacista fin troppo zelante.

Andrea (De Luigi) e Giulia (Gerini), coniugi quarantenni tranquilli e appagati, vivono la loro tranquilla vita di coppia insieme al figlio Simone (Sperduti). Tutto sembra andare avanti nel migliore dei modi fino all’arrivo di Max (Timi), amico d’infanzia di Giulia che di professione fa l’attore di film porno; la donna, insoddisfatta della vita sessuale con il marito, sfrutta la presenza in casa dell’amico per chiedere consigli su come migliorare l’intesa erotica con il marito, ormai piuttosto noiosa e stanca. Sebbene Andrea non sia felice della rivelazione della moglie, dopo una prima esitazione accetta l’aiuto di Max che, dall’alto della sua esperienza, cerca in ogni modo di rivitalizzare la vita di coppia dei due, non senza creare situazioni comiche e imprevedibili in nome dell’amore.

Sesso, amore e comicità sono solo tre dei punti chiave su cui gioca “Com’è bello far l’amore”, intrecciati indissolubilmente in un turbinio d’emozioni che riporta Fausto Brizzi dietro la macchina da presa per quello che vorrebbe essere un felice connubio capace di strizzare l’occhiolino alla commedia romantica di ultima generazione, un equilibrato mix di divertimento e buoni sentimenti, e alla comicità di vecchio stampo; eppure, nonostante le premesse godibili e alcune simpatiche boutade contro il cinema d’autore, incarnati dai Bellocchio e Von Trier citati all’interno della pellicola, il film fatica a uscire dallo stereotipo velatamente boccaccesco fatto di orpelli sessuali e cyber falli che lasciano al più il tempo di una risata tra i denti.

La pellicola, forte di un’interessante scelta del 3D in linea con i nuovi trend cinematografici che però poco aggiunge all’economia di una storia piuttosto all’acqua di rose, gioca molto sui sentimenti più elementari, sfruttando l’ondata di romanticismo di San Valentino per portare sul grande schermo un prodotto piuttosto blando inzuccherato alla perfezione; prova a dare il suo contributo nel richiamare il pubblico anche quel tocco di sensualità intrinseco, evidente nella prima scelta del titolo “Sex 3D”, che alla fin fine si riduce a qualche evitabilissimo fondoschiena di troppo e a poche scene di stampo macchiettistico di cui sono protagonisti darkroom, anelli vibranti, preservativi ritardanti e altri sex toys di varie forme e colori.

La sessualità in chiave comica non è certo il tema più riuscito di Fausto Brizzi che, con quest’ultima prova, non riesce a eguagliare i precedenti lavori capaci di sbancare ai botteghini con grande soddisfazione degli spettatori. Si dimostra però un perfetto prodotto di marketing, abilmente inserito tra cinepanettoni e cinecocomeri, che potrebbe dare il via a un nuovo filone dedicato ai più elementari sentimenti nel giorno dedicato agli innamorati. Se ne sentiva il bisogno? Decisamente no.