Sono allibita dalla percentuale di stronzi che percepisco nell’aria. Non si tratta di escrementi canini, bensì di forme evidentemente non poi così rare di feci a due gambe. E due braccia. E una protuberanza centrale talvolta confusa con il cervello. Spesso sostituita a quest’ultimo. Scientificamente vengono denominati Homo Sapiens Sapiens di genere maschile. Io adoro definirli semplicemente grandissimi bastardi. Con tutto il rispetto per un’eventuale progenie.

I suddetti vivono come aracnidi, aspettando di poter tessere la loro viscida tela attorno ad una stupida credulona ancora flashata dal bagliore del principe azzurro mai incontrato e da sempre raccontato da una giovane tata diciottenne che non aveva nessuna volatile preda da stanare, la sera che aveva deciso di accudire la figlia dei vicini in cambio di qualche lire essenziale per comprare un nuovo zaino dell’Invicta (leggi un nuovo completino intimo). Beata ipocrita innocenza.

E dunque accade che incontri un tipo affascinante, capace di parlare 3-4 lingue) perché di madre francese, padre spagnolo e patrigno inglese, ma sempre vissuto per tua malaugurata sorte nel quartiere più bohemien della tua città), benestante al posto giusto da potersi mantenere una vecchia moto rimessa a posto da lui che oltre a conoscere a memoria tutte le poesie di Prévert, sa smontarti e rimontarti qualsiasi motore di qualsivoglia marca, e affascinante al punto da non farti articolare soggetto predicato e complemento senza confonderne l’ordine almeno una decina di volte (anche se ti sembrava che le possibilità di invertirli fossero nettamente minori).

Poche chiacchiere, è l’uomo della tua vita: c’è il feeling, c’è la passione, c’è il divertimento, non lo vuoi ancora ammettere a te stessa per paura di sbagliarti, ma forse, probabilmente, c’è anche l’amore. E’ dura lasciarsi andare, raccontare agli altri la sua presenza, hai paura di rimanere delusa, ma i mesi passano e non ce la fai più: finalmente ne parli con la tua migliore amica, i tuoi genitori. Bravissima. Il giorno dopo il mostro travestito da principe azzurro bussa alla tua porta. Toc toc. “Ti devo parlare: stasera torna la mia fidanzata. Era fuori per l’Erasmus. E’ stato bello”.

Niente panico: respira, respira. Non c’è problema. a tutto c’è una soluzione.Vai a cercare il numero della tata diciottenne: i mali devono essere estirpati alla radice: o ammazzi il principe azzurro, o fai fuori la tata che te l’ha infilato in testa. E’ la legge di Darwin.

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