Intorno al concepimento ruota una serie infinita di falsi miti e teorie bizzarre, frutto spesso della cultura e delle tradizioni radicate da decenni. Per molte coppie, tuttavia, non riuscire ad avere figli non è solamente un problema fisiologico ma spesso deriva dalla mancanza di adeguata educazione e conoscenza sull’argomento.

Tra le tante false verità sul concepimento, eccone otto che chiariscono le idee su alcune tematiche fondamentali riguardo limiti, cause e rimedi ai problemi di fertilità.

I 40 anni di oggi corrispondono ai 30 di ieri. Le statistiche ci dicono che dagli anni ’70 all’inizio di questo nuovo secolo le donne che riescono a rimanere incinta dopo i 35 anni sono aumentate dall’1% all’8%. Ma anche se la società, la pubblicità, il mondo dello showbiz ci vogliono convincere che le quarantenni di oggi siano geneticamente come le trentenni di qualche anno fa, è solo un’illusione. Scientificamente una donna tra i 20 e i 24 anni ha un rischio di infertilità del 6% mentre tra i 40 e i 44 il tasso si alza vertiginosamente al 64%.

Non avere fretta. Un altro falso mito sulla fertilità racconta che una coppia non deve avere fretta, che un anno è il tempo minimo che deve trascorrere prima di cominciare a chiedersi se ci sono problemi di infertilità.

Questo può essere vero per una donna al di sotto dei 35 anni e in perfetta salute fisica, ma chiunque abbia superato quella soglia e abbia avuto problemi di tipo ginecologico e non solo, quali ciclo irregolare, attacchi di panico, diabete e tante altre patologie, dovrebbe preventivamente fare delle analisi per verificare la propria predisposizione a rimanere incinta. Il tempo è un prezioso alleato, perché perderlo?

Facciamo abbastanza sesso? In un’epoca come quella attuale in cui i ritmi frenetici e le forti aspettative professionali dei partner dimostrano che le coppie trovano il tempo per l’intimità una o due volte al mese, non c’è da stupirsi se si hanno difficoltà di concepimento.

Anche due partner perfettamente in salute, nel pieno della giovinezza hanno solo il 25% delle possibilità di concepire nell’arco di un mese. Ecco perché è necessario intensificare i rapporti sessuali e soprattutto controllare attraverso validi strumenti il periodo fertile della donna in modo da ottimizzare al meglio i tempi.

L’infertilità dipende principalmente dalle donne. Ecco uno dei falsi miti sul tema del concepimento che risale a secoli di influenze storiche, culturali e anche religiose che hanno portato le donne a pensare che se esiste una difficoltà ad avere un figlio quasi certamente dipenderà da lei.

Ma la realtà è che anche gli uomini hanno molti problemi in materia. Primi tra tutti quelli legati alle patologie dello sperma e alla incapacità di alcuni spermatozoi di fecondare l’uovo, cause queste che contribuiscono tra il 25% e il 35% nei casi di coppie non fertili. Ecco perché è importante coinvolgere sin da subito l’uomo quando si hanno difficoltà a concepire, chiedendogli di sottoporsi a una serie di analisi, prima tra tutte quella del seme.

Tutto ciò che serve è rilassarsi. Sono in molti a sostenere che una delle cause dell’infertilità possa essere lo stress, anche se non è ancora chiaro da un punto di vista biologico come questo accada.

Le cure per la fertilità portano sempre a parti gemellari. C’è sicuramente una connessione tra le cure per l’infertilità e la possibilità di avere un parto gemellare, ma proprio per questo i centri dove vengono effettuate hanno stabilito limiti precisi per l’impianto degli embrioni (generalmente non più di tre).

Molte donne famose hanno avuto una gravidanza tra i 40 e i 50 anni grazie alla fecondazione in vitro, quindi lo possono fare tutte. Ecco un altro falso mito. Il trattamento in vitro ha un alto grado di successo tra le donne più giovani, ma dopo i 40 la percentuale scende con molti casi di aborto spontaneo.

Non prendiamo quindi ad esempio le celebrità che rappresentano sempre e comunque una minoranza, attorno alla quale viene spesso fatto solo tanto rumore.

Fonte: Health