Il concorso per gli insegnanti mette paura? In realtà quello che spaventa di più è il test preliminare, anche alla luce di tutto quello che è accaduto durante gli esami per il concorso dedicato al reclutamento dei dirigenti scolastici e quello dedicato a reclutare gli aspiranti al Tirocinio Formativo Attivo.

Certo, tantissimi, in particolare i docenti precari da anni, avranno turato un sospiro di sollievo alla notizia del concorso per la scuola. I dirigenti scolastici invitavano ad avere fiducia, in fondo erano trascorsi ormai anni da quel meraviglioso 1998 che permise a tantissime persone di svolgere uno dei mestieri più belli del mondo, per la sua carica e importanza sociale, quello dell’insegnante. Comunque ecco qualche consiglio per affrontare al meglio il test preselettivo.

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Il primo passo per immaginare il test, primo grosso scoglio nel concorso docenti, è acquistare almeno un libro di quiz. In realtà ne basta uno, anche economico, per rendersi conto del tenore delle domande che possono avere. In generale, le domande, a risposta multipla, dovrebbero interessare quattro campi di indagine: la logica verbale, il ragionamento critico, il ragionamento numerico e il ragionamento astratto unito con l’attitudine visuo-spaziale. Studiare le domande non significa che sicuramente ci si ritroverà con qualcuna di quelle il giorno del test, ma serve a cercare di capire il ragionamento seguito da chi ha compilato i testi per l’esame.

Ci si troverà di fronte a domande potenzialmente ambigue, a titolo esemplificativo, a scartare un nome tra cinque, mentre gli altri quattro sono uniti da analogia. Una delle domande potrebbe infatti richiedere, per esempio, di scartare uno statista tra Helmut Kohl, Francois Mitterand, Sandro Pertini, Boris Eltsin e John F. Kennedy. Si potrebbe ragionare in molti modi alla risposta: si potrebbe pensare di scartare Kennedy perché l’unico non europeo, o di scartare Pertini perché rappresentante dell’unica figura istituzionale tra quelle proposte che non incarna il potere esecutivo.

In realtà, la risposta giusta è la meno cervellotica, ossia Kohl, perché il primo ministro tedesco prende il nome di cancelliere, mentre tutti gli altri sono stati presidenti. Quindi, risulta fondamentale comprendere il meccanismo più semplice, che sarà stato utilizzato dal compilatore.

Solitamente, le domande a risposta multipla con cinque risposte, poi, hanno in sé tre risposte che sono sicuramente da scartare. Ma nell’approcciarsi al quesito è meglio ragionare: la gatta frettolosa fa i gattini ciechi. A casa ci si sente molto più rilassati, ma durante l’esame il tempo e l’emozione possono giocare brutti scherzi, per cui sarebbe fondamentale recarsi al concorso il più rilassati possibile, senza pensare che forse da quel giorno dipende tutto il proprio futuro.

Naturalmente, sui libri dei test ci saranno anche le risposte, che andranno vagliate alla fine di ogni sezione: si potrebbero fare anche molti errori, ma non bisogna disperare, sentirsi scorati o amareggiati. Quello che è più importante in fase di studio è comprendere, comprendere che forse tra le cinque non ci sia neppure la risposta che ci si aspetta, magari con domande relative a concetti di storiografia che sono ampiamente opinabili e quindi giustamente sensibili al compilatore.

Non bisogna neppure tralasciare le simulazioni online: queste permettono anche di esercitarsi con i tempi corretti, ma è una strada da percorrere solo dopo aver compreso appieno il funzionamento delle domande.