Da poche settimane è disponibile un nuovo libro di cucina, intitolato “Tutti a tavola, la salute è servita”. L’autore è Alessandro Circiello, noto e promettente chef italiano intenzionato a promuovere, con la nuova opera, una cucina salutare capace di soddisfare corpo e anima.

DireDonna ha colto l’occasione per intervistare Circiello, per carpire in tal modo qualche informazione il più sull’operato dello chef e sul proprio stile culinario, adottabile da tutte le donne poiché gustoso, sano, equilibrato e armonioso.

A soli 33 anni sei già uno chef affermato e apprezzato, com’è nata la grande passione per la cucina e come si è sviluppata la tua carriera?

Ho iniziato questa professione intraprendendo la scuola alberghiera; all’inizio non avevo le idee tanto chiare all’età di 18 anni, ma poi avendo avuto la fortuna di incontrare un ottimo docente e maestro di cucina a scuola, e frequentando i primi stage è arrivata la passione, che è alla base di qualsiasi professione. Poi ho incominciato a girare: come prima esperienza sono andato in Lussemburgo in un ristorante stellato dalla guida Michelin e poi in un tre stelle Michelin a Strasburgo, “le cocodrille”, per poi tornare in Italia e iniziare in grandi alberghi.

Cosa significa essere chef oggi?

Per stare al passo con i tempi, come in altri campi, è importante percepire i cambiamenti da parte della clientela dei ristoranti, fondamentalmente aggiornarsi e tenere conto della salubrità di quello che si cucina. Noi siamo ciò che mangiamo, quindi bisogna avere conoscenza e delle materie prime e di come andarle a cucinare per non mandare in fumo i loro valori nutrizionali e le loro caratteristiche organolettiche.

Tutti a tavola, la salute è servita” è il tuo secondo libro, uscito da poco nelle librerie, attraverso il quale lanci un messaggio importante: cucinare con gusto nel rispetto della propria salute. Puoi spiegarci come rendere questo connubio possibile?

In questo libro, edito grazie a Kowalski, Gruppo Feltrinelli e Rai Eri, ho racchiuso duecento ricette realizzate in questo ultimo anno nelle mie rubriche nei programmi Rai, con il principio di come trattare al meglio gli ingredienti preservando il gusto e la salute. Facciamo un esempio pratico: molte volte si cuoce la carne o dei filetti di pesce in una padella fredda. Questo è un grave errore, la frittura non fa male se si utilizza il giusto olio e portato alla temperatura giusta: piuttosto che bollire delle verdure come gli spinaci e poi eliminare l’acqua di cottura ricca di vitamine e sali minerali che nessuno andrà a bere, è meglio spadellarli in una buona padella con poco olio extra vergine d’oliva.

Sappiamo quanto la scelta delle “materie prime” rappresenti per te un fattore essenziale in cucina. Come concretizzare questo principio nella vita di tutti i giorni?

Le materie prime incidono al 60% in cucina il resto sta nell’abilità del cuoco: nella cucina di tutti i giorni possiamo mirare la scelta preferendo sempre frutta e verdura di stagione, primo perché costa la metà e infine – ma non per importanza – perché contiene più valori nutrizionali.

Nel tuo libro sottolinei l’importanza di scegliere i corretti metodi di cottura, qualche consiglio per le nostre lettrici?

Tra cuocere e cucinare c’è una bella differenza. Cucinare vuol dire applicare le giuste tecniche di cottura. Bisognerebbe prediligere una cottura a vapore con un apposito cestello in bambù o forno, abbinando come elemento di sapidità delle erbe fresche al posto del sale, mentre nelle cotture in padella mettere il sale a fine cottura per non fare fuoriuscire i liquidi e non farli mandare in fumo.

Quale ingrediente non può mai mancare nella tua cucina?

L’olio extra vergine di oliva e le erbe aromatiche fresche utilizzate al posto del sale.

Infine, puoi regalare un’idea creativa alle lettrici di DireDonna?

Una ricetta del mio libro. Eccola:

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