Una denuncia arriva da parte del tribunale Civile dopo un ricorso presentato a novembre da 17 genitori nei confronti del Ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, l’Ufficio scolastico regionale e quello provinciale. La motivazione principale è la discriminazione nei confronti degli studenti disabili, dopo la riduzione del 50% delle ore di sostegno introdotte dall’ultima Finanziaria.

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Nonostante la promessa inconsistente di affiancare ai bambini un numero crescente di insegnanti, la realtà dei fatti ha evidenziato un taglio gravissimo delle ore di sostegno e molte famiglie si sono trovate senza l’aiuto e il supporto necessario per i propri figli. Un atto inconcepibile, che non può trovare giustificazioni nella mancanza di fondi o nella scarsità delle risorse economiche. Per questo motivo i giudici milanesi hanno attivato la denuncia, specificando così la motivazione:

Accertata la natura discriminatoria della decisione delle amministrazioni scolastiche di ridurre le ore di sostegno scolastico per l’anno in corso rispetto a quelle fornite nell’anno scolastico precedente (2009-2010).

Marco Rasconi, presidente di Ledha Milano (Lega per i diritti delle persone con disabilità) che assiste i genitori nella causa, ha dichiarato:

Da oggi le famiglie possono contare su uno strumento legale più rapido ed efficace per far valere i diritti dei loro figli. Grazie a questa sentenza ci auguriamo che altre famiglie escano dall’ombra per difendere il diritto dei propri figli alla formazione scolastica e non solo.

Giuseppe Colosio, direttore scolastico per la Lombardia, frena l’enfasi dell’evento sostenendo che la mancanza di fondi è una certezza e che si potrà fare ben poco. In risposta alle sue parole è intervenuto il legale delle famiglie, Livio Neri di Avvocati per Niente onlus, sostenendo che si dovrà comunque trovare un modo per affrontare questa crisi e reperire i fondi. Annunciando un esposto nel caso le amministrazioni non sopperissero a questa necessità entro i 30 giorni stabiliti dal giudice.

Per la prima volta un giudice parla di discriminazione in materia di sostegno scolastico. Questa decisione impedirà agli uffici scolastici di tirare la coperta, togliendo le ore a chi non protesta.

Una delle madri coinvolte nella causa, che vede per la prima volta un gruppo di genitori agire in collettività contro il Ministero, infine sostiene:

La vittoria più grande è l’aver dimostrato che fare rete tra le famiglie può davvero cambiare le cose. Questo è un primo passo all’interno di un percorso che ci vede impegnati perché i nostri figli camminino a testa alta, a scuola come in ogni momento della loro vita nella società.