La quarta serata del Festival di Sanremo 2010 punta i riflettori sui giovani, con l’elezione del vincitore della categoria Nuova Generazione. Subito dopo l’esplosiva performance della diva Jennifer Lopez, sfilano i quattro finalisti che ripropongono i loro brani, accolti dal calore del pubblico dell’Ariston.

Inizia la quindicenne Jessica Brando, che giovedì non si era potuta esibire in diretta, a causa di problemi legati alla presenza di minorenni dopo la mezzanotte in TV. La sua “Dove Non Ci Sono Ore” è una tradizionalissima canzone d’amore resa speciale dalla sua voce già matura e piena di colore. Segue Tony Maiello, già noto al grande pubblico per la partecipazione ad X-Factor, che spezza i cuori delle ragazzine a casa più con i suoi occhi cerulei che con il pop della sua “Il Linguaggio della Resa”.

A seguire, è il turno di Luca Marino, che racconta di un amore tormentato in “Non Mi Dai Pace”. Vittima, forse, di un’eccessiva timidezza, fatica a lasciare il segno. Chiude Nina Zilli, con un look da diva di altri tempi e una personalità esplosiva da intrattenitrice consumata. La sua “L’uomo Che Amava Le Donne” ha tutte le carte in regola per diventare un grande successo radiofonico.

Vince questa sessantesima edizione, il partenopeo Tony Maiello, in un trionfo di applausi e lacrime a profusione. Già pupillo di Mara Maionchi, il futuro sex symbol delle teenager aveva esordito nella primissima edizione del talent show di Rai Due “X-Factor”. Fino al trionfo al Festival, con tanto di irruzione del papà sul palco per fargli i complimenti. Proprio da oggi è disponibile il suo album, che prende il nome dal brano di Sanremo, “Il Linguaggio Della Resa”, con dodici brani inediti firmati da lui.

Il premio della critica “Mia Martini” va invece a Nina Zilli, che si prepara al successo con la pubblicazione del suo album “Sempre Lontano” e l’inserimento del suo “50 Mila” nella colonna sonora del prossimo film di Ferzan Ozpetek, intitolato “Mine Vaganti”.

Nella categoria artisti big, vengono invece definitivamente eliminati Enrico Ruggeri e Fabrizio Moro, scatenando una forte contestazione in sala, specialmente a causa dell’accesso in finale per la controversa canzone di Pupo ed Emanuele Filiberto.