Nuvole di tulle per moderne principesse, romantiche e ironiche insieme: la sfilata Giambattista Valli Haute Couture Autunno-Inverno 2018/19 – andata in scena al Pavillon Gabriel al termine della seconda giornata della Paris Haute Couture – conferma lo stilista romano tra i paladini indiscussi del savoir faire dell’alta moda.

Dopo l’apertura di Givenchy e degli abiti architettonici di Clare Waight Keller, le surreali creazioni di Betrand Guyon per Schiaparelli e l’eleganza misurata e preziosa di Maria Grazia Chiuri da Christian Dior, è stata dunque la volta di Giambattista Valli e delle sue fanciulle in fiore, avvolte in sogni di chiffon, cosparse di pizzi ricamati, vaporose in soffi di organze impalpabili.

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Racconta di un essersi ispirato a Francis Picabia e alle sue donne dai tratti intriganti: hanno le sopracciglia tagliate come la cantante Coucou Chloe, tattoo ammiccanti e sfoggiano un’attitudine relax, facendosi portavoce di una visione moderna della couture.

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Ecco che abiti scultura si alternano con grazia a tailleur finemente decorati con ricami e paillettes, pregiati tessuti floreali o a pois fanno da contrappunto a voluminose silhouette dalle nuance vitaminiche. Su tutto dominano code e strascichi, che rendono difficili i movimenti ma regalano un’allure regale alle modelle.

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Lo stilista sceglie una palette di colori variegata, che va dal fucsia al nero, dal bianco al verde menta, passando per il rosa confetto e il turchese.

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Generoso l’utilizzo dei dettagli: fiocchi oversize, velette, ma anche rouches, piume e intarsi di velluto.

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Splendida le creazione finale, una sorta di abito da sposa che sembra arrivata dagli anni dieci del Novecento, erede come sembra dei modelli realizzati da Emilie Flöge, la stilista amata da Gustav Klimt che secondo molti è il soggetto rappresentato nel celebre Il bacio: viene da lontano l’ispirazione di Valli, da un mondo di perfezione dove forte spira ancora il profumo di lavanda.

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Erano sedute nel front row alcune delle grandi affezionate della moda di Giambattista Valli, come Chiara Ferragni e sua sorella Valentina, Olivia Palermo e Olivier Rousteing, Giovanna Battaglia, Bianca Brandolini, Carine Roitfeld, la première dame Brigitte Macron, Livia Firth.

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Il couturier non stupisce, ma lascia che le sue proposte confortino una donna troppo spesso spogliata della sua femminilità: lo fa con il profluvio di stoffe, decorazioni e colori con cui da tempo ha segnato indelebilmente il suo stile e con esso un capitolo importante della storia della moda.

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