Gucci presenta a Milano Moda Donna 2017 la collezione Autunno Inverno 2017-2018, la prima collezione unificata uomo donna della Maison: Alessandro Michele trasforma il Gucci Hub di via Mecenate 77 nel Giardino dell’Alchimista, un laboratorio “anti-moderno” da cui nascono le creazioni eclettiche del mondo del direttore artistico romano.

Del resto, le anticipazioni sui social hanno creato immaginifiche aspettative nei fan di Alessandro Michele. La prima è un vinile virtuale: nel lato A Florence Welch legge “Canti dell’Innocenza e dell’Esperienza” di William Blake, nel lato B A$AP Rocky legge “Una lettera d’amore da Frederic Wentworth a Anne Elliot” da Persuasione di Jane Austen, l’ultima opera completa dell’autrice, scritta dopo Emma. Le tracce audio si possono ascoltare esclusivamente nel giorno della sfilata sulla Gucci App. Sul vinile gira un uroboro, il serpente che si mangia la coda, simbolo dell’eterna distruzione e rinascita e della ciclicità e premessa alla sfilata pregna dell’esoterico tanto amato da Alessandro Michele.

Tornano, poi, in un video di presentazione della sfilata, altri temi ricorrenti e simboli dell’universo Gucci e di Michele, dagli animali esotici e feroci alle api, passando per grandi fiori carnivori. “What are we going to do with all these future?”, recita l’invito alla sfilata, scritto a mano da una calligrafia incerta come quella di un bambino o di un folle, una frase dell’artista e fotografa spagnola Coco Capitán, “Cosa faremo con tutto questo futuro”?

Dalla passerella risponde, naturalmente, Alessandro Michele: sollevati i pesanti tendoni scuri, tra lampi da creazioni fantascientifiche, compare il tunnel in plexiglass in cui sfilano modelli e modelle, che girano intorno a un’enorme piramide lucida sovrastata da un galletto segnavento. Lo show simbolico ed esoterico ha inizio, e il sottofondo è tra i più suggestivi, versi di preghiere latine.

Galleria di immagini: Gucci Autunno Inverno 2017-2018, foto

Il giardino dell’Alchimista Alessandro Michele è, come sempre, pieno di fiori, e la parola chiave per scardinare i tanti look sembra essere “contaminazione”: l’uomo e la donna del futuro di Gucci sembrano viaggiatori del tempo e dello spazio, uniscono per esempio molti elementi tradizionali orientali, dagli abiti a kimono fiorati ai sandali in legno e gli ombrelli di carta, a elementi occidentali dei nostri giorni, dalle tante borchie su abiti e accessori alla maglietta della band rock degli AC/DC.

In quanto viaggiatori hanno con sé ampie valigie, o portano due o tre borse, riconfermando questa bizzarra tendenza delle ultime stagioni.

Che siano sugli ampi abiti che abbiamo già imparato a conoscere nelle sfilate precedenti, o su tailleur pantalone o gonna, da portare con camicie con fiocco (naturalmente anche disegnato, trompe l’oeil), sono i fiori protagonisti del giardino, in mille tipi di declinazioni diverse, su fantasie piccole e grandi, in paillette o in rilievo applicati sulle spalle o sugli orli dei vestiti, su calze e foulard. Sono protagonisti anche dell’abito da sposa ampio, etereo, fiabesco, completamente ricoperto come la sua mantella con cappuccio di pizzi e delicati fiori avorio. Tra le altre fantasie quadri e geometrie, mentre i cappotti sono più classici, a tinta unita, portabili, compreso il delizioso modello rosa confetto con strass.

Le scarpe sono multicolor, stivaletti e slepper, con perle, borchie, stampe, mai banali, come tutti gli altri accessori, dai bastoni da passeggio agli ombrelli. Non mancano le “solite” fasce a tenere i capelli, i turbanti, cappelli con tesa ultra larga, gli occhiali con strass ma anche orecchini post-punk al naso.

La collezione sembra in linea con le ultime creazioni di Alessandro Michele, ma qualcosa sembra smuoversi: i look sono pervasi da una brillantezza che getta una nuova luce di speranza sul futuro.