Sono quei comportamenti che rassicurano il bambino. Ogni bambino ha un oggetto o un’abitudine che gli trasmette sicurezza e che lo accompagna nella prima fase della sua infanzia. Parliamo dei comforter.

Vediamo cosa sono e quanto sono importanti. Ad esempio l’attaccamento ad un pupazzo è il comforter, l’oggetto a cui il bambino è particolarmente affezionato e il cui contatto lo rende sereno.

Talvolta può essere un peluche, una copertina, un succhiotto, oppure l’abitudine a succhiarsi il pollice o a mangiarsi le unghie. Quasi tutti i bambini hanno prima o poi un determinato tipo di comforter, il cui utilizzo però non sempre è causato dall’insicurezza. Anzi l’uso di questi comforter spesso infonde serenità e sicurezza nel bambino e lo aiuta a superare una situazione di separazione dalla mamma, facendolo rimanere calmo e rilassato.

I comforter diventano un problema solo quando assumono un’importanza spropositata nella vita del bambino, la maggior parte dei bambini abbandona l’abitudine dei comforter verso i cinque anni, ma alcuni potrebbero continuare ad usarli ancora per alcuni anni nelle situazioni di maggiore stress, come il rientro a scuola. Non opporti mai all’uso del comforter; se noti che ne è del tutto dipendente, cerca piuttosto di scoprire se c’è qualcosa che lo preoccupa.

Il tuo bambino potrebbe sviluppare un forte attaccamento ad una copertina o ad un peluche che associa ad una sensazione piacevole o al ricordo di un’esperienza particolarmente felice. La copertina, ad esempio, gli ricorda forse il momento in cui i genitori gli fanno le coccole prima di metterlo a nanna, oppure il peluche lo associa all’ora della nanna. Se il bambino si trova lontano da casa, il comforter può rappresentare per lui il legame più prossimo all’ambiente familiare. In alcuni casi il bambino potrebbe sviluppare una sorta di rituale con l’oggetto in questione, annodandolo fra le dita o strofinandolo sulla guancia.

Il succhiotto. Alcuni bambini hanno l’istinto di succhiare e il succhiotto, comunemente detto ciuccio, è la soluzione migliore per soddisfare questo stimolo. In genere e comunque per il primo anno, tale gesto non provoca nessun tipo di danno alla dentatura, quantomeno fino al momento in cui il ciuccio non viene prima cosparso di sostanze dolci, come il miele o la cioccolata. Comunque è sempre meglio acquistare ciucci ortodontici.

La maggior parte dei bambini abbandona il ciuccio dopo il primo anno di vita, mentre per altri è più difficile. Spesso alcuni genitori non gradiscono vedere i propri figli con il ciuccio in bocca anche dopo aver imparato a parlare e a camminare. Dopo i due o tre anni è bene cominciare a scoraggiare l’uso del ciuccio. È possibile farlo gradualmente, riducendo le volte che che ogni giorno gli metti a disposizione il ciuccio.

Cerca di convincerlo a scambiarlo con qualcos’altro o altrimenti fallo sparire per qualche giorno. Quando pensi che sia pronto puoi decidere la data in cui glielo toglierai definitivamente. In quel caso con tanta tranquillità e senza stress comincia a preparare il bambino all’idea.