Tra le abitudini cui prestare attenzione quando si è in dolce attesa c’è sicuramente quella che riguarda il consumo di alcolici: è ormai accertato infatti che l’assunzione di alcol in gravidanza comporta diversi pericoli per il bambino.

Fra i dati dimostrati c’è, per esempio, la certezza che il feto riceva le stesse quantità di alcol assunte dalla mamma. Di recente è stata varata una campagna di sensibilizzazione a sottolineare come per le donne incinta sia necessario astenersi completamente dal consumo di alcolici: la limitazione non riguarda solo l’abuso di alcol ma anche il semplice consumo, perché ad oggi non è chiaro quali possano essere le quantità realmente dannose.

Gli effetti negativi dell’alcol in gravidanza inoltre riguarderebbero sia i primi mesi, e dunque il periodo in cui ha luogo la genesi degli organi del feto, con conseguenti possibili malformazioni, sia gli ultimi mesi fondamentali per lo sviluppo del cervello.

Le conseguenze più gravi dell’assunzione di alcol in gravidanza sono legate alla cosiddetta sindrome feto-alcolica, ovvero a un insieme di disturbi che possono manifestarsi nei bambini in seguito al consumo di alcol durante la gestazione. Tali problematiche andrebbero dallo scarso peso alla nascita alla bassa statura nell’età dello sviluppo, fino a una circonferenza cranica inferiore alla norma, deficit intellettivi e disturbi del comportamento.

Secondo un recente studio condotto dall’Istituto Superiore di Sanità la sindrome feto alcolica riguarderebbe il 7% dei neonati, vale a dire che 7 neonati su 100 sarebbero esposti al rischio di sviluppare disturbi connessi all’assunzione di alcol da parte della mamma durante i mesi di gestazione.

A tal proposito è bene ricordare che per evitare rischi, oltre ad astenersi completamente dal consumare bevande alcoliche, le future mamme dovrebbero prestare attenzione anche all’alimentazione, poiché molto spesso l’alcol è contenuto anche in diversi alimenti.