I want to be a soldier”, film di Valeria Marini che sarà proiettato nelle sale a partire da domani, potrebbe essere vietato ai minori di 14 anni a causa della trama che potrebbe sembrare violenta e condizionare il comportamento dei ragazzi. Ciò che appare davvero strano è che a votare il film al Festival di Roma è stata proprio una giuria composta da giovani di età dai 7 ai 14 anni, i quali hanno trovato molto interessante il film in questione.

La trama ha come protagonista Alex, un bambino di 8 anni che all’arrivo dei suoi due fratelli neonati riesce a stappare ai genitori il permesso di guardare la televisione in camera. Da quando ottiene l’apparecchio televisivo, la fantasia di Alex comincia a viaggiare veloce fino a creare un suo alter ego violento: il Sergente John Cluster.

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Valeria Marini, co-produttrice del film, ha interpretato il ruolo marginale di una professoressa all’interno della sua pellicola e ha spiegato come questo film potrebbe addirittura essere educativo per i giovani:

«È un film di denuncia e intelligente e anche una scommessa vinta come ha dimostrato la vittoria al Festival di Roma, una vittoria decretata proprio dai ragazzi. Comunque non è un film contro la TV, ma piuttosto contro i messaggi che questa può mandare.»

Il Moige – Movimento Italiano Genitori – ha approvato e sostenuto il film diretto da Christian Molina, ma la presidentessa del movimento ha espresso il suo disappunto: per lei il film andrebbe vietato ai minori di 14 anni. Ed è proprio il regista a difendere il film da tutti coloro che lo reputano violento e diseducativo per bambini e ragazzi:

«Non so se questo film sarà vietato in Italia, ma in Spagna dove uscirà senza divieto il 19. Il film è stato visto in molte scuole con soddisfazione di genitori e professori. Secondo me è un film per tutti, lo dimostra il fatto che ha vinto a “Alice nella città” e lì i ragazzi della giuria hanno sicuramente visto questo lavoro senza genitori.»

Fonte: ANSA