Tutti sono seduti a tavola, ma la cuoca non c’è. È in cucina e sta preparando da mangiare per i suoi ospiti. La scena è tutt’altro che rara, ma se si ripete la notte di Natale, il dispiacere di non festeggiare insieme agli amici è ancora più grande. A pensarci bene, una soluzione c’è.

Basta cucinare tutti i manicaretti per tempo e surgelarli. Poi, al momento del cenone di Natale, è sufficiente scongelare le portate, “rinfrescarle” con condimenti freschi e saporiti (pomodorini, olio extravergine di oliva) e curare la presentazione dei cibi.

La proposta arriva da “Style“, il mensile del Corriere della Sera che dedica le pagine culinarie proprio alle idee alternative per la notte del 24 dicembre. E dunque, come dovrebbe essere questo cenone surgelato? Naturalmente la cuoca dovrebbe fare largo uso di sacchetti-gelo, pellicole di plastica e di alluminio. Fin qui, niente di difficile. Diventa un po’ più complicato fare le cose per bene, da vere perfezioniste: invece di attendere semplicemente che le pietanze cucinate si raffreddino prima di metterle nel congelatore, si può utilizzare un elettrodomestico ancora poco presente nelle case degli italiani, l’abbattitore di temperatura, che raffredda rapidamente i cibi (fino a meno 20 gradi), portando al minimo l’evaporazione e l’ossidazione. Questo metodo inibisce la formazione di microorganismi, che provocano l’invecchiamento precoce degli ingredienti.

Il magazine dà anche un suggerimento concreto: gnocchi con tonno e carciofi, da preparare in due giornate diverse poco prima del cenone, e da perfezionare la sera stessa del grande evento. Certo un cenone surgelato ha tutta l’aria di essere un ossimoro. Una delle cene più importanti dell’anno potrebbe davvero essere costituita da alimenti tirati fuori dal congelatore?