Pare che un algoritmo salverà i malati di diabete. È stato infatti appena presentato dagli italiani dell’Amd un nuovo modello di approccio alla malattia che si basa su un puro calcolo matematico, dove si parla di cinque differenti algoritmi per altrettanti profili che serviranno a rintracciare il diabete in un individuo.

Ciò che i diabetologi intendono fare sta nel considerare delle variabili, quali età, peso del paziente, indici glicemici nelle diverse ore della giornata e quantità di emoglobina glicosilata nel sangue. Tra gli altri fattori da tenere in considerazione vi è poi la presenza di complicanze e l’eventuale obesità.

Una volta in possesso di tutti i dati necessari, si va a elaborarli inserendo il paziente in una delle cinque tipologie di diabetici. A seconda dell’algoritmo ottenuto, sarà elaborata una terapia. Ciò che si intende fare è praticamente notare in anticipo la storia personale del paziente, in modo tale da valutare prima gli interventi farmacologici e non aspettare in base ai progressi o ai regressi fatti dallo stesso.

Ha spiegato Carlo B. Giorda, presidente dell’Amd:

«Attualmente esistono linee guida per il trattamento del diabete, che non specificano quale farmaco scegliere per quel particolare tipo di paziente. Così abbiamo pensato di mettere a punto cinque algoritmi, che identificano altrettante tipologie di diabetici. Grazie a questi algoritmi possiamo sfruttare al massimo la potenza delle cure oggi disponibili.»

In base ai dati diffusi di recente, i malati di diabete in Italia sono oggi circa 3 milioni, ma un altro milione lo è senza saperlo. Attualmente vi sono dei test casalinghi per valutare il valore della glicemia nel sangue ma sono poco affidabili, con un margine di errore del 20%. Se nell’immediato futuro la situazione potrà cambiare grazie alla matematica e agli algoritmi, probabilmente non si dovrà più incorrere in eventuali inconvenienti.

Fonte: Il Corriere della Sera.