Torniamo sul tema del disagio fisico e psicologico dei bambini in quanto è un tema molto importante per il loro benessere presente e futuro.

È piuttosto comune il caso di bambini che non hanno accanto adulti in grado di comprendere le loro emozioni e i loro sentimenti, di sostenerli e stimolarli, di capire il loro disagio psicologico e quindi di aiutarli a sviluppare la loro personalità. Comunque, è sbagliato colpevolizzare i genitori, che magari hanno molti impegni di lavoro e non hanno il tempo di approfondire o di cercare di capirli.

Magari sono stati anche loro dei bambini inascoltati e i ricordi di un’infanzia in cui hanno dovuto imparare a reprimere le loro emozioni o il loro disagio modificano certamente il loro modo di essere genitori. Forse devono imparare ancora adesso a reprimere i loro stessi sentimenti per saper gestire quelli dei figli. Ma ci sono anche casi in cui i bambini vivono un disagio a causa di genitori troppo protettivi, che soffocano la loro personalità e impediscono la libera espressione del loro pensiero e delle loro capacità.

Questi bambini vivono continuamente sotto stress e i genitori, anche se non hanno un buon ricordo della loro infanzia perché hanno vissuto in prima persona certi comportamenti sbagliati dei loro genitori, devono imparare ad autocontrollare i propri ricordi e ad avvicinarsi ai figli, osservando attentamente il loro comportamento dovunque, in casa, al parco, a scuola, studiando il loro modo di confrontarsi con le necessità quotidiane, ascoltare e capire il loro linguaggio corporeo, il modo di relazionarsi agli altri, il loro modo di esprimere la loro creatività con il gioco o con il disegno, i colori, le costruzioni, le favole raccontate o inventate dai bambini o anche insieme a loro.

Se riusciranno nell’arduo compito di capire le emozioni dei loro figli, che possano significare sentimenti contrastanti quali rabbia, tristezza, odio o anche amore non condiviso, questi genitori impareranno anche a trovare il modo di aiutarsi e di aiutarli ad esprimere queste loro emozioni, senza tenersi tutto dentro. Ed è come una liberazione. Possono, ad esempio, organizzare giochi didattici con i loro compagni, giochi di gruppo che aiutano a socializzare e a confrontarsi.

Bisogna quindi dare ascolto al pianto dei bambini, che è la voce delle loro emozioni, fin da piccoli e poi via via che crescono in casa, a scuola, in palestra, ovunque.