Il pianto, in genere, può dipendere da tanti motivi: amore, gioia, tristezza, paura, sfiducia, sofferenza fisica, emozioni, anche per un bambino.

Sentimenti ed emozioni fanno parte della vita di tutti, anche i bambini vivono emozioni molte intense. Ma i bambini non sanno esprimere le loro emozioni e spesso non riescono a manifestare e a capire loro stessi il motivo del loro pianto. Quindi, devono essere aiutati a capire e ad elaborare le loro emozioni. Può, il pianto, essere il sintomo di una sofferenza fisica, ma anche di un disagio psicologico. E proprio questo bisogna capire, ad evitare che un pianto non ascoltato si rifletta sulla sua vita futura.

Il pianto di un bambino può dipendere da tanti fattori: violenze psicologiche e fisiche, divorzio dei genitori, umiliazioni, insulti, rifiuti, abbandoni o semplicemente trascuratezza producono sentimenti ed emozioni di confusione, rabbia, paura, sconforto, solitudine, sfiducia. Sono emozioni che vanno elaborate nel modo giusto, in quanto comportano una sofferenza che il bambino arriva ad esprimere con comportamenti aggressivi verso gli altri e verso gli oggetti oppure autoisolandosi e chiudendosi al mondo dei grandi, con il rifiuto del cibo e disturbi dell’alimentazione, del sonno e del comportamento.

Tanti bambini sono costretti a reprimere i loro sentimenti, ad affrontare le loro emozioni da soli, perché gli adulti non cercano di capirli e molte volte ne sono infastiditi. È invece necessario che gli adulti sappiano leggere oltre il pianto: potrebbero trovarvi disagi emotivi ed una notevole sofferenza psicologica. E se non fanno nulla per capire, i bambini arrivano a controllare da soli le proprie emozioni e ad affrontare da soli i momenti difficili della loro vita.

Se gli adulti non cercheranno di capire i motivi di un pianto o di un disagio che i bambini esprimono con il pianto, se non accetteranno le loro emozioni, nei bambini subentra uno stato di confusione e sofferenza difficile da elaborare e sanare. Impossibilitati ad esprimere le loro emozioni, sottoposti ad uno sforzo continuo per tenerle sotto controllo o addirittuta a congelarle, questi sfortunati bambini non sapranno neppure vivere una visione concreta della vita e anche a scuola non riusciranno a concentrarsi, perchè sono troppo impegnati a reprimere le loro emozioni.