Fatto sul momento” è il significato della parola espresso, che sta ad indicare i ridotti tempi di preparazione del caffè, come lo intendiamo in Italia.

Il metodo di preparazione del caffè, è la regola delle quattro M, chiamata così perché è la combinazione di quattro fattori, che iniziano tutti con la lettera M:

Miscela, Macinatura, Macchina espresso e Manualità dell’operatore.

Queste sono le premesse per ottenere un ottimo Espresso.

Infatti il barista provvederà a macinare i chicchi di caffè della miscela che riterrà migliore, e attraverso la macchina professionale e la sua abilità di servizio, otterrà un caffè a regola d’arte.

Ma come riconoscere un Espresso realizzato ad hoc?

Ecco le caratteristiche a cui non si dovrebbe mai rinunciare, bevendo un espresso:

-presenza di crema color nocciola, compatta e persistente

-temperatura in tazzina 75°-80° C

-volume in tazza 25-30 ml

-servito in una tazzina in porcellana, pre-riscladata, di colore bianco

L’espresso, è il re indiscusso nel regno del caffè, ma col passare del tempo si sono create una varietà infinita di alternative che vedono come elemento base nella loro preparazione appunto l’Espresso. In breve le varianti sono:

-Espresso ristretto, il cui volume in tazza sarà di 20 ml e Espresso lungo dove sarà di 40 ml.

-Caffè macchiato, cioè un espresso normale con aggiunta di crema di latte caldo o freddo, che prende di conseguenza il nome di macchiato caldo o macchiato freddo.

-Caffè decaffeinato, è un caffè dal quale è stata estratta la caffeina, mediante processi effettuati sul caffè non ancora torrefatto.

-Capuccino, è un espresso con aggiunta di latte caldo ed emulsionato in tazza da 160 ml

-Latte macchiato, si tratta di latte caldo, con un sottile strato di crema, a cui viene addizionato un espresso.

-Espresso Shakerato, è un espresso lungo, shakerato con ghiaccio e zucchero, solitamente servito in una coppa da cocktail.

In fondo già nel 1961 in “Sua Eccellenza si fermò a mangiare”, Totò citava l’Espresso come momento di piacere, quando disse: – Per prendere un caffè e tradire la moglie c’è sempre tempo-. Sappiamo che, almeno in parte, aveva ragione.