HIV, gonorrea, sifilide, gravidanze indesiderate e uso corretto del preservativo: tutti concetti sconosciuti alle giovani generazioni che, secondo una recente ricerca, si lancerebbero senza troppe remore nel sesso non protetto. Un gesto d’incoscienza e trasgressione dettato dalla giovane età, con effetti però funesti a lungo termine.

Uno studio condotto in Gran Bretagna fra i ragazzi dai 16 ai 19 anni, infatti, dimostra come il 61% del campione sia sessualmente attivo, con il 43% degli intervistati che ammette candidamente di non far ricorso a nessuna forma di protezione. Una percentuale che si è innalzata di 7 punti dal 2009, quando si attestava al 36%.

A farla da padrone sono gli eterni miti sul {#sesso}, l’idea di essere invincibili e una preoccupante supponenza, che porta i teenager del mondo d’oggi a pensare di essere decisamente informati su tematiche di cui, in realtà, non conoscono nulla. Il 62% dei ragazzi e il 55% delle ragazze dichiara di sentirsi “molto preparato” sulla prevenzione negli amplessi, ma la realtà dei fatti dimostra come così non sia affatto.

Per la grande maggioranza del campione, infatti, il coito interrotto sarebbe un metodo più che efficace sia per prevenire una {#gravidanza} che l’infezione da una malattia sessualmente trasmissibile: una credenza che si basa più sulla fortuna che sulla sua veridicità, perché gli spermatozoi possono essere presenti anche nel liquido pre-eiaculatorio e perché, ovviamente, non è necessario il raggiungimento dell’orgasmo affinché avvenga un contagio con una MTS.

Molteplici i motivi responsabili di questo scenario. Primo fra tutti, la scarsa educazione sessuale all’interno degli istituti scolastici: quasi il 20% degli intervistati ammette di non aver ricevuto un’informazione adeguata o, peggio, di aver appreso dagli insegnanti concetti vaghi e lacunosi, tanto da risultare poco credibili. Segue, poi, il ruolo delle nuove tecnologie, in particolare dei social network: sebbene Internet sia una fonte spesso accurata in materia, i giovani preferiscono utilizzarlo come semplice mezzo di scambio tra pari, perpetuando dannose leggende per la salute. La cronicizzazione di alcune patologie non ancora debellate come l’HIV, poi, porta i teenager a credere erroneamente che si tratti di malattie curabili. Nonostante i passi da gigante della scienza in fatto di HIV, vale la pena ricordare come il cocktail di farmaci sia attualmente un rimedio che allontana negli anni lo spauracchio di una malattia conclamata non certo privo di effetti collaterali, ma non una cura vera e propria. Infine, il dialogo con i genitori sarebbe carente e insoddisfacente, tanto che gli adolescenti arrivano a tentoni e a passi falsi alla conoscenza del proprio corpo e della propria sessualità, senza un’adeguata preparazione parentale.

Jennifer Woodside, portavoce International Planned Parenthood Federation, ha così commentato gli esiti della ricerca:

“Quello che i giovani dicono è che non stanno ricevendo un’educazione sessuale sufficiente, o il tipo sbagliato di informazione sul sesso e sulla sessualità. Non dovrebbe sorprendere che i risultati dimostrino come molti giovani pratichino il sesso non protetto e come continuino a fiorire miti dannosi al posto di un’informazione accurata”.

Fonte: The Press Association.